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Castlevania: Belmont’s Curse – Un ritorno tra le tenebre

Parigi, 1499. La capitale francese è avvolta dalle fiamme, straziata dall’assalto di demoni che hanno preso possesso della città. Le strade sono desolate, le catacombe sono un rifugio di orrori, e la speranza sembra svanire. Ma quando la luce sembra quasi estinguersi, una famiglia si erge contro le creature dell’oscurità: i Belmont. Trevor, eroe di un passato glorioso, e sua figlia Rose afferrano le armi per affrontare una nuova minaccia che mira a riportare in vita il Signore delle Tenebre. Si avvia così un’avventura sanguinosa, in cui Rose scoprirà un complotto oscuro.

Konami ha deciso di riportare Castlevania tra i titoli di punta della sua lineup, affiancandola a franchise storici come Silent Hill e Metal Gear Solid. Questa ambizione si concretizza con Castlevania: Belmont’s Curse, il nuovo capitolo della saga, che celebra quest’anno il suo 40° anniversario. Per dar vita a questo progetto, la casa giapponese ha collaborato con Evil Empire, uno studio francese legato a Motion Twin, noti per il loro acclamato Dead Cells. L’obiettivo era creare un gioco all’altezza dell’eredità che i precedenti capitoli avevano lasciato, e sembra che la scelta sia stata azzeccata.

La maledizione del Signore delle Tenebre

In Belmont’s Curse, vestiremo i panni di Rose Belmont, figlia di Trevor, protagonista di Castlevania III: Dracula’s Curse e figura centrale anche nella serie animata di Netflix. Rose è un’eroina segnata da una maledizione: il suo braccio destro è stato contaminato dal maleficio di Dracula, e se non riesce a mantenere la calma, rischia di perdere la propria umanità.

È importante notare che Castlevania: Belmont’s Curse non è un capitolo in 3D, bensì un gioco in 2D che combina azione ed esplorazione, nel pieno rispetto della tradizione che ha dato origine al metroidvania. Questo segna un ritorno alle origini e una netta separazione dai recenti episodi, come Lords of Shadow, sviluppati da Mercury Steam.

Il titolo si distingue subito per una direzione artistica audace, caratterizzata da un ampio utilizzo del rosso e da ambientazioni dettagliate, in particolare nei fondali. Un aspetto fondamentale da sottolineare è che Belmont’s Curse non è semplicemente una riproposizione di Dead Cells, ma un’esperienza unica. Nonostante il coinvolgimento di Evil Empire, il gioco mantiene un ritmo più ragionato e meno frenetico, una scelta che è sicuramente apprezzabile.

Un viaggio nelle tenebre di Parigi

In Belmont’s Curse, l’esplorazione è centrale. Non troveremo sistemi di raccolta dell’equipaggiamento o meccaniche legate al denaro, come in Symphony of the Night. L’avventura di Rose punta sulla padronanza delle sue abilità e sulla capacità di superare ostacoli ambientali. La protagonista ha accesso a sette tipologie di armi, per un totale di 28 strumenti di offesa. Potremo combattere le forze oscure con spade, lance, scudi e la classica frusta dei Belmont, che non è solo un’arma, ma anche uno strumento per attraversare le schermate.

Utilizzare la frusta per agganciarsi alle piattaforme e oscillare tra i nemici è essenziale per il gameplay. L’azione è dinamica e fluida, specialmente nei salti tra strutture sospese. Tuttavia, padroneggiare queste meccaniche richiede pratica, poiché il sistema di movimento aereo può risultare impegnativo.

Inoltre, l’esplorazione è arricchita dagli Arcani, le carte dei Tarocchi francesi donati a Rose da Sypha. Queste carte sono collegate ai boss e, una volta ottenute, sbloccano nuove possibilità e abilità, permettendo di accedere a zone precedentemente inaccessibili. Ogni carta introdurrà missioni specifiche, incentivando a ritornare nelle aree già visitate per completare le nuove sfide.

Morite mostri! Non appartenete a questo mondo!

Rispetto ai capitoli più recenti, Belmont’s Curse presenta un livello di difficoltà piuttosto elevato. I nemici comuni richiedono più tempo per essere sconfitti e i danni ricevuti sono frequenti, specialmente in ambienti pieni di trappole. Gli scontri con i boss, invece, possono diventare delle vere e proprie battaglie per la sopravvivenza, richiedendo attenzione e tempismo. La difficoltà degli scontri varia, a volte ci si ritrova a vincere per un pelo, mentre altre volte i pattern sono fin troppo prevedibili.

Tuttavia, il gioco offre diverse opzioni di assistenza, permettendo di personalizzare l’esperienza e rendere la sfida più gestibile per chi desidera concentrarsi sull’esplorazione. Abbiamo notato che i nemici comuni potrebbero beneficiare di una maggiore varietà, anche se ci sono alcune citazioni ai capitoli passati della saga.

Il potenziamento di Rose attraverso la progressione a livelli rende gli scontri più gestibili, consentendo di tornare a fronteggiare i boss dopo aver migliorato le proprie capacità. Molto interessante è l’idea di racchiudere i boss sconfitti all’interno delle carte dei tarocchi, che continuano a interagire con la protagonista e a fornirle consigli durante l’avventura.

Una Parigi gotica ricca di dettagli

Sul piano visivo, Evil Empire ha fatto un lavoro eccezionale. Parigi e il castello di Dracula sono rappresentati con fondali minuziosi e una notevole varietà di elementi architettonici. Il level design è curato e le aree si collegano in modo sorprendente. Anche le scene animate d’intermezzo contribuiscono a dare drammaticità all’avventura.

La colonna sonora accompagna perfettamente l’atmosfera gotica, sebbene manchino le melodie virtuosistiche di Michiru Yamane; quella di Belmont’s Curse si difende bene e arricchisce l’esperienza di gioco.

Un ritorno in grande stile dei Belmont

Castlevania: Belmont’s Curse ha tutte le carte in regola per riportare la serie di Konami sotto i riflettori, grazie a un sistema di combattimento gratificante, un’esplorazione ben strutturata e una difficoltà che recupera il rigore dei capitoli classici. Non si tratta più di un loot forsennato, ma della nostra abilità nei combattimenti e nell’esplorazione dei segreti. Alternare armi e Arcani, affrontare boss e risolvere enigmi mantiene alta la motivazione per esplorare a fondo Parigi e il castello di Dracula. Certo, ci sono alcune criticità, come sessioni platform che potrebbero infastidire alcuni giocatori e una varietà limitata di avversari, ma nulla che possa compromettere un titolo che rende onore alla saga. Belmont’s Curse è un progetto che trasuda amore e rispetto per la tradizione, ed è una notizia che i fan dei Belmont non possono che accogliere con entusiasmo.