È passato ormai un periodo di due anni e mezzo dall’uscita di Dragon’s Dogma 2, l’action RPG realizzato dal talentuoso team di Hideaki Itsuno. La nuova trama che ruota attorno all’Arisen ha suscitato opinioni contrastanti tra i giocatori, che hanno lodato l’ottimo sistema di combattimento, ma hanno anche sollevato dubbi su altri aspetti del gameplay. Nella nostra recensione, avevamo espresso delle critiche, in particolare riguardo alle prestazioni tecniche e alle microtransazioni, che influenzavano negativamente il bilanciamento del gioco e il sistema di teletrasporto. Inoltre, ci si è chiesti cosa fare quando la storia giunge al termine e il personaggio diventa così potente da non temere nemmeno i draghi. Con l’espansione Dark Arisen, Capcom sembra aver affrontato proprio questo aspetto delicato, creando una nuova esperienza incentrata su esplorazione, equipaggiamento potenziato e una difficoltà nettamente aumentata. Scopriamo insieme i dettagli!
Un’ambientazione ghiacciata
La nuova espansione ci conduce nel Dominio Desolato di Norgan, una vasta regione innevata, completamente isolata dal mondo originale del gioco. Questo nuovo territorio è concepito per mettere alla prova i giocatori con personaggi ben sviluppati, incoraggiando al contempo una continua sperimentazione di nuove configurazioni tramite un sistema di bottini simile a quello dei classici action RPG. Non avventuratevi qui senza essere pronti! In questo luogo, un drago maledetto attende la nostra sfida, affiancato dalla misteriosa Eir, mentre il destino ci porterà a incrociare un altro Arisen.
Norgan è caratterizzata da paesaggi innevati, montagne imponenti e una struttura verticale molto più accentuata rispetto alle aree del gioco base. La separazione geografica le conferisce un’identità unica, invitando il giocatore a esplorare costantemente alla ricerca di nuovi sentieri, nemici e bottini. Non mancheranno dodici nuovi dungeon, noti come Lost Rites, da esplorare.
Il valore dei bottini
Ogni viaggio a Norgan rappresenta un’opportunità per ottenere nuovo equipaggiamento, e chi non desidera arricchire il proprio guardaroba? I nemici possono mostrare sopra le loro teste un’icona che indica la possibilità di ottenere Reliquie, disponibili in varie categorie e livelli. L’interessante funzionamento delle Reliquie ricorda gli oggetti magici non identificati dei primi titoli di Diablo: per scoprirne il contenuto, bisogna riportarle all’accampamento e farle valutare spendendo Cristalli della Faglia. Alcuni bottini sono specifici per determinate categorie di equipaggiamento, mentre altri possono restituire diversi tipi di armi, creando un elemento di casualità che rende ogni ritrovamento potenzialmente affascinante.
Equipaggiamento che fa la differenza
Il nuovo sistema di equipaggiamento è particolarmente efficace, poiché gli oggetti trovati durante l’esplorazione offrono versioni potenziate delle abilità delle vocazioni, elevando notevolmente le potenzialità del personaggio. Già nelle prime fasi dell’espansione, si può ottenere un potenziamento per il Cavaliere Mistico, capace di aumentare il numero di lame generate da una delle sue abilità. Alcuni equipaggiamenti presentano anche perk specifici, ma non tutti risultano chiari nella loro utilità: ad esempio, un paio di pantaloni con il perk Cavalca Vento non ha mostrato effetti evidenti.
Abilità potenziate e nuove sfide
In Dark Arisen, oltre al loot, troviamo anche abilità potenziate che cambiano radicalmente l’efficacia delle vocazioni. La Carica di Polvere del Ladro, ad esempio, aumenta il numero di esplosioni, generando una reazione a catena che infligge danni ad area e provoca stagger. Tra le nuove abilità spiccano Dash and Detonate, una versione avanzata di Squartamento, e Cloudfall Strike per il Fighter. Non da meno è Grand Spellhold per il Sorcerer, che consente di conservare un incantesimo senza penalizzare la rigenerazione della stamina. La vera chicca è però Dardo Glaciale del Magic Archer, una potente versione di Dardo Artico che combina danno, knockback e stagger in modo devastante.
Un’altra modifica tanto attesa è il passaggio da 4 a 6 slot per le abilità. Le nuove skill aggiuntive richiedono combinazioni di tasti come X+A, ampliando significativamente le opzioni di combattimento e restituendo una sensazione di completezza durante gli scontri.
Una nuova sfida contro nemici più resistenti
Un problema discusso riguardava la difficoltà dell’endgame di Dragon’s Dogma 2. Una volta raggiunto un alto livello di potenza, molti nemici diventavano poco più che comparse. Dark Arisen affronta questo problema in modo controverso: i nemici non sono necessariamente più aggressivi, ma sono molto più resistenti. Le abilità standard infliggono danni minimi, rendendo gli scontri più impegnativi anche contro avversari comuni. Sebbene la soluzione non sia perfetta, con un semplice aumento degli HP, in combinazione con il nuovo sistema di equipaggiamento, il risultato è più efficace di quanto si possa pensare.
Un ambiente ostile e nuovi fenomeni
Norgan si rivela interessante anche grazie ai nuovi fenomeni ambientali. Le Whiteout sono bufere di neve che riducono drasticamente la visibilità e consumano progressivamente la stamina del giocatore. Per affrontarle, è necessario prepararsi, cercando riparo nelle grotte o indossando abiti più caldi. La presenza di un nuovo rampino, utile per raggiungere zone sopraelevate, suggerisce una maggiore verticalità nella mappa.
Tra le scoperte, troviamo anche una nuova area dedicata alla Sfinge, ricca di statue, colonne e scrigni sigillati. Non vogliamo però svelarvi troppo!
Un Dogma rinnovato
Dal punto di vista tecnico, la versione PC ha offerto prestazioni decisamente positive durante la nostra prova. L’esperienza è risultata fluida, senza cali di frame evidenti durante l’esplorazione e i combattimenti. Questo rappresenta un netto miglioramento rispetto alla nostra prova di due anni e mezzo fa, quando avevamo riscontrato problemi significativi, specialmente nelle aree cittadine. Ora, con una configurazione dotata di Ryzen 9700x, 64GB di RAM e RTX 3070ti, Dragon’s Dogma 2: Dark Arisen funziona a 90fps stabili con tutte le opzioni grafiche al massimo.
In sintesi, Dragon’s Dogma 2: Dark Arisen offre moltissimi nuovi contenuti, tra cui una nuova storia, una regione inedita e tantissime abilità. La campagna principale può fornire circa venti ore di gioco aggiuntive, ma il tempo dedicato a missioni secondarie e alla ricerca delle migliori reliquie può far lievitare questa stima a oltre il doppio. L’espansione si concentra sul migliorare uno dei punti più critici del gioco: l’endgame. Finalmente abbiamo nuovi nemici e boss che stimolano il desiderio di potenziamento e di sfruttamento delle nuove abilità. Certo, ci sono ancora alcuni aspetti da sistemare, come la resistenza eccessiva di alcuni avversari e la chiarezza su alcune abilità, ma siamo certi che Capcom apporterà presto le dovute correzioni.