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Fire Emblem: Fortune’s Weave | Recensione

Nel 1990, Intelligent Systems lanciò su Famicom Fire Emblem: Shadow Dragon and the Blade of Light, un titolo di strategia a turni che ha rivoluzionato il genere grazie all’idea di Shouzou Kaga. Caratterizzato da mappe a griglia, unità da spostare una alla volta e la morte permanente dei personaggi, ogni mossa diventava un dilemma morale. Dopo 36 anni, il diciottesimo capitolo principale, Fortune’s Weave, approda per la prima volta su Switch 2, ambientato a Dagda, a sud del Fódlan di Three Houses. Questo nuovo capitolo si propone come la formula più ambiziosa della serie, con cinque protagonisti, quattro storie diverse e una trama centrale che le unisce. L’obiettivo è mantenere l’accessibilità sia per i neofiti che per i veterani.

Tutti i colori del mare

In Giappone, il titolo è Banshi Senko, un modo di dire che evoca una vasta distesa di colori. Fortune’s Weave presenta cinque storie, ognuna con una propria tonalità e sceneggiatura eccellente. Tutto ruota attorno al torneo dei gladiatori di Dagsion, capitale dell’Impero di Dagda, dove il vincitore potrà esprimere un desiderio, richiamando così i quattro protagonisti, le Fiamme di Dagda.

Il primo protagonista è Cai, un giovane amante degli animali del villaggio di Ribeira, che si dirige verso la capitale con Tialla, Peter e il padre Castor. Quest’ultimo troverà la morte nella capitale, e Cai parteciperà ai giochi con l’intento di salvarlo. La sua storia, priva di intrighi politici, è consigliata come prima esperienza per i giocatori, poiché il suo viaggio attraverso Dagda avviene passo dopo passo.

Il secondo protagonista, Dietrich, arriva da Fódlan dopo un naufragio causato da una creatura marina. Insieme a Fabio ed Esmeralda, entra nel torneo con un obiettivo inquietante: la sua spada ha sete di sangue e solo avversari sempre più forti possono placarla. La terza storia è quella di Theodora, regina di Saramis, che desidera realizzare il sogno del suo popolo: annettere Cybele e ricostruire il tempio della divinità Yu Phas. Questa è la narrazione più complessa, ricca di nomi, alleanze e conflitti. Infine, Leda, una danzatrice che ha perso il padre, scopre che il suo assassino combatte nell’arena, spingendola a cercare vendetta, mantenendo un occhio esterno sugli intrighi della capitale.

Inoltre, c’è la storia del protagonista, il Corvo Bianco, che, nel 1454, viene chiamato da Sothis e mandato indietro di cinque anni per cambiare il destino dei quattro eroi e aiutarli nella battaglia contro Balor. Questo personaggio funge da collante per le vicende, evitando che le storie diventino compartimenti stagni.

Venti di burrasca

La narrazione è di altissimo livello e il gameplay non è da meno. Questo capitolo offre mappe a griglia, dungeon esplorabili, abilità di classe, mosse speciali e un sistema di reclutamento essenziale per formare una squadra versatile. Le diverse classi sono fondamentali: la magia è devastante contro le armature, gli archi sono efficaci contro le unità volanti, e così via. Il sistema di battaglia è più flessibile rispetto al passato, premiando la varietà nella composizione della squadra.

Le abilità consumano la durabilità delle armi, mentre le nuove mosse ardenti, esclusive dei protagonisti, richiedono punti vita per essere utilizzate. Ogni eroe ha un modo unico di interpretarle: Cai colpisce ad area, Dietrich accorcia le distanze, Theodora scaglia massi e Leda danza per potenziare gli alleati. Cambiare percorso non significa solo cambiare storia, ma anche approccio al gioco.

La sabbia divina consente di riavvolgere la battaglia, incoraggiando la sperimentazione, mentre la Modalità senza permadeath dimostra l’impegno del team nel rendere il gioco accessibile a tutti, senza compromettere l’esperienza dei veterani.

La quiete prima della tempesta

La vera complessità di Fortune’s Weave risiede nella gestione del tempo libero tra un incontro e l’altro. Ogni giornata è suddivisa in quattro turni, e molte attività in città non consumano tempo, come l’arena e i pasti in locanda. Dagsion è una città vibrante, piena di personaggi e attività. Per reclutare nuovi compagni, servono regali e un livello di fama adeguato, che si guadagna attraverso varie attività.

La bellezza e il rumore del mare

Dagda si ispira all’antico Mediterraneo, con cieli azzurri e architetture classiche. Il character design di Chinatsu Kurahana dona a ogni personaggio una forte identità, e gli ambienti sono affascinanti e ricchi di colori. La colonna sonora, aulica ed eclettica, accompagna ogni momento, alternando brani orchestrali e tracce elettroniche.

Sul piano tecnico, il gioco raggiunge i 1440p in modalità TV e i 1080p in portatile, con caricamenti rapidi. Sebbene alcune texture possano sembrare povere e il framerate sia limitato a 30 fps, l’esperienza complessiva è comunque solida. I Joy-Con 2 possono essere utilizzati come mouse, offrendo una maggiore precisione nei combattimenti e nella navigazione nei menu.

Un’avventura incredibile

Fire Emblem: Fortune’s Weave si rivela il capitolo più ambizioso di Intelligent Systems, riuscendo quasi sempre a mantenere le promesse fatte. Le cinque storie si intrecciano con eleganza, le battaglie sono ricche di possibilità e l’esplorazione di Dagda è affascinante. I difetti, come un ritmo narrativo più lento in alcune storie e il framerate stabile, non compromettono l’essenza di un’opera che avvolge il giocatore in un gameplay variegato e perfetto, una trama di alta qualità e una direzione artistica ispirata.