Se siete appassionati dei giochi platform, è tempo di rivedere Garfield in un’avventura 3D intitolata Escape from Monday, un titolo che porta con sé un doppio significato. Il gioco sviluppato da Microids è quasi pronto per approdare sulle nostre console, e abbiamo avuto l’opportunità di provarlo in anteprima. Ecco le nostre impressioni.
Odiare i lunedì
Garfield: Escape from Monday si presenta come un’avventura platform caratterizzata da leggerezza e semplicità , che ne costituiscono i principali punti di forza. La trama si allinea perfettamente con il carattere del famoso felino arancione creato da Jim Davis. Dopo aver ingurgitato una leggendaria Super Lasagna, Garfield viene risucchiato dal televisore e catapultato in un mondo onirico, partorito dal suo stesso stomaco appesantito. In questo strano universo, popolato da ciambelle giganti e grattacieli simili a tiragraffi, il nostro protagonista deve affrontare lo Chef Monday, che lo costringe a testare nuove e esotiche combinazioni di sapori – in pratica, deve superare vari livelli per giungere fino a lui.
Dal punto di vista visivo, il gioco colpisce subito grazie a uno stile grafico in cel shading molto colorato. L’estetica cartoon riesce a restituire l’atmosfera dei fumetti originali, offrendoci scene vivaci e facilmente riconoscibili. Tuttavia, questa buona impressione iniziale non si traduce in un’adeguata cura tecnica. La direzione artistica, infatti, risente di un appiattimento generale, con modelli e texture che si ripetono e livelli che, per quanto numerosi, sembrano sempre simili. Inoltre, ci sono evidenti problemi strutturali, come compenetrazioni ambientali fastidiose che costringono a riavviare i livelli. Anche i trigger per eventi e piattaforme sono imprecisi, creando confusione al giocatore.
Un viaggio da sogno… forse
Il viaggio di Garfield si articola attraverso tre mondi principali, ognuno con un tema culinario che influisce sull’aspetto visivo e sugli ostacoli. A prima vista, l’offerta di contenuti è considerevole, con molti livelli primari e stage secondari. Tuttavia, la quantità compromette la qualità . Il level design appare estremamente semplice e poco originale, rendendo l’esperienza monotona nel lungo periodo. Avremmo preferito un gioco più breve ma meglio strutturato, con idee più creative. Un minor numero di scenari, ma più variegati, sarebbe stato sicuramente preferibile. Per i completisti, è presente una modalità Sfida a tempo, che può prolungare la durata del gioco, ma non riesce a salvare un’architettura di gioco troppo semplice.
La struttura dei livelli è lineare e la curva di apprendimento è molto bassa. Il livello di difficoltà è minimo, tanto che il concetto di game over è praticamente inesistente: è raro perdere uno dei tre punti vitali. Gli ostacoli sono facili da superare e i nemici non rappresentano una vera minaccia. Questi ultimi sono limitati a poche tipologie, riproposte nei vari mondi con lievi variazioni estetiche e un attacco unico facilmente prevedibile. Questa scelta rende l’avanzamento fluido, ma rischia di annoiare chi cerca una sfida.
Costumi e collezionabili per spezzare la monotonia
Per variare l’esplorazione, gli sviluppatori hanno inserito elementi collezionabili e costumi speciali. In ogni livello, ci sono lasagne nascoste, il cui numero varia, posizionate in angoli segreti o sbloccabili tramite prove a tempo. Inoltre, il Ghiottometro si riempie raccogliendo formaggi e dolci disseminati lungo il percorso, richiamando la dinamica delle monete di Super Mario.
Il gameplay si arricchisce grazie a abilità uniche legate a specifici travestimenti. Indossando il costume da tacchino, Garfield guadagna maggiore agilità nelle fasi aeree, mentre il costume hawaiano con tavola da surf consente di muoversi rapidamente sulle superfici d’acqua, eliminando il rischio di danni.
In sintesi, Garfield: Escape from Monday è un titolo pensato per un pubblico molto giovane, ma è un peccato che sia stato realizzato con così poca ambizione. Il fascino del personaggio e l’ottimo impatto visivo del cel shading non riescono a mascherare le evidenti lacune di un platform fin troppo superficiale e afflitto da molte imperfezioni tecniche. Potrebbe divertire i più piccoli o i fan accaniti del gatto amante delle lasagne, ma non soddisferà chi cerca un’avventura ben strutturata e gratificante.