Ci sono franchise che prosperano sulla continuità e altre che, al contrario, decidono di azzerare tutto e ripartire da zero, dimostrando un certo coraggio. La serie di MXGP, dopo l’era con Milestone, ha subito un fermo di quasi tre anni prima di passare nelle mani di Nacon. Tuttavia, il primo titolo sotto questa nuova gestione, MXGP 24, ha deluso le aspettative, risultando troppo imperfetto per i fan che desideravano un gioco all’altezza. I ragazzi di Artefacts Studio hanno quindi chiesto un altro anno per perfezionare il prodotto, promettendo agli amanti del motocross un’esperienza dignitosa, grazie a un motore grafico rinnovato e una fisica del terreno innovativa. Ma saranno riusciti a catturare l’essenza di uno degli sport motoristici più avvincenti?
È il momento di accendere i motori e scoprire come si comporta questa nuova avventura!
Una nuova guida e un terreno che cambia
Una delle principali novità su cui Artefacts ha puntato è la deformazione dinamica del terreno. Ogni passaggio lascia il segno: i solchi si approfondiscono giro dopo giro, e una traiettoria perfetta può trasformarsi in un ostacolo o in un vantaggio strategico. Questo aspetto rivoluziona il modo di affrontare le piste, costringendo a leggere continuamente il tracciato anziché seguire passivamente le stesse linee. Per coloro che trovano questa meccanica troppo impegnativa, il gioco offre la possibilità di regolarne l’intensità .
Dal punto di vista grafico, l’effetto è decisamente coinvolgente, anche se a volte bastano piccole irregolarità per mandare la moto fuori traiettoria, senza che il giocatore commetta errori evidenti. La moto si sente viva, con un peso e una trazione realistici, e, una volta presa confidenza, la gestione del pilota tramite gli stick offre soddisfazioni. Le differenze tra i vari assetti sono tangibili, rendendo le prove libere un elemento fondamentale per ottimizzare la propria moto per il fine settimana di gare. Tuttavia, c’è da affrontare una curva di apprendimento piuttosto ripida, e il gioco non fornisce tutorial pratici sufficienti: ci si trova spesso a dover affrontare teorie senza poterle mettere in pratica.
Un elemento che potrebbe deludere è l’assenza della funzione di rewind. Sebbene non sia obbligatoria, risulta utile in giochi di questo tipo, dove un errore connesso all’inesperienza può costringere a ripetere una gara, creando frustrazione.
Intelligenza artificiale altalenante
L’intelligenza artificiale presenta delle fluttuazioni evidenti. Il problema principale è il divario tra i vari livelli di difficoltà . In alcune modalità , gli avversari sembrano incapaci di accelerare, mentre in altre si comportano come campioni pronti a pressare in ogni curva. Anche i piloti controllati dalla CPU non sono esenti da errori, mostrando a volte comportamenti imprevedibili a causa delle irregolarità del terreno. Insomma, c’è ampio margine per migliorare l’IA attraverso eventuali aggiornamenti.
Contenuti limitati ma promettenti
Per quanto riguarda i contenuti, la presenza di 19 circuiti ufficiali, moto e piloti di MXGP e MX2 è un aspetto positivo. L’editor del pilota permette di personalizzare l’abbigliamento e le livree, sebbene manchi la possibilità di modificare il volto del personaggio. Tuttavia, la carenza di modalità di gioco è evidente: ci sono le classiche opzioni, come il multigiocatore, le gare singole e le prove a tempo, ma l’assenza di una modalità carriera si fa sentire. Gli sviluppatori hanno promesso che questa verrà introdotta nel prossimo capitolo, lasciando intendere che in questi due anni di sviluppo si siano concentrati principalmente su gameplay e grafica.
Il Campionato permette di scegliere il calendario e il formato delle gare, ma al termine si torna al menu principale senza alcun tipo di progressione, il che è deludente. L’Avventura offre un minimo di progresso con sfide e medaglie, permettendo di sbloccare contenuti estetici completando obiettivi, una pratica che dovrebbe essere presente in tutti i titoli con elementi personalizzabili.
Un motore grafico che fa la differenza
Il passaggio a Unreal Engine 5 rappresenta un netto miglioramento, con il terreno che si deteriora in tempo reale. Effetti come il fango, la sabbia e la pioggia rendono l’esperienza visivamente accattivante. Tuttavia, ci sono alcune sbavature tecniche, come il pop-in nelle scene pre-gara e fondali meno curati. Anche il sonoro, pur essendo fedele, manca di carattere: i motori suonano bene, ma non riescono a trasmettere quell’emozione che ci si aspetterebbe.
In termini di prestazioni, su PS5 il gioco mantiene i 60 fps senza problemi, ma sarebbe utile poter saltare le scene pre-gara, che risultano ripetitive.
Un futuro promettente
MXGP 26 rappresenta un passo avanti significativo, ma resta ancora un po’ timido nel restituire l’autentica atmosfera del motocross. Artefacts ha gettato delle fondamenta solide con un motore grafico moderno e una fisica realistica, ma manca ancora qualcosa per rendere il gioco davvero avvincente. Senza una modalità carriera, con alcuni difetti nel gameplay e una curva di accessibilità da migliorare, il titolo rischia di perdere fascino rapidamente. Se il prossimo capitolo costruirà su queste basi, potrebbe finalmente conquistare anche i giocatori più esigenti. Per ora, resta un gioco che potrebbe attrarre principalmente i fan della serie.