Durante il Lucca Comics & Games 2024, abbiamo avuto l’opportunità di partecipare a un interessante Press Cafè con Gou Tanabe, un mangaka che ha guadagnato fama internazionale, soprattutto in Italia, grazie ai suoi straordinari adattamenti delle opere di H.P. Lovecraft. L’ospite di J-POP Manga ha accolto le domande e curiosità dei partecipanti, e qui vi presentiamo i punti salienti della discussione.
Un’introduzione a Lovecraft
Moderato da Gianluca de Angelis, l’incontro è iniziato con una breve introduzione su Tanabe e il suo ultimo lavoro, I Gatti di Ulthar e altre storie. Gianluca ha sottolineato la complessità di dare vita alle opere di Lovecraft, caratterizzate da un uso minimalista delle parole. La prima domanda ha riguardato come Tanabe riesca a rappresentare le creature, umane e aliene, che popolano i testi dell’autore americano.
Il processo creativo di Gou Tanabe
Tanabe ha spiegato che, pur essendo Lovecraft un maestro delle descrizioni concise, egli riesce a interpretare le scene in modo visivo, creando immagini che si avvicinano a ciò che l’autore intendeva comunicare. “Quando leggi un testo, puoi immaginare diversi significati; io cerco di trasmettere la visione più autentica possibile di Lovecraft”, ha affermato.
Follia e Paranormale
Un’altra domanda ha riguardato il rapporto di Tanabe con il paranormale e la follia, temi ricorrenti nelle opere di Lovecraft. “I fenomeni paranormali nascono nella nostra mente. Credo che anche Lovecraft avesse percepito questa connessione”, ha risposto.
La paura nella vita quotidiana
Quando gli è stato chiesto cosa rappresenti la paura per lui, ha condiviso: “La paura è legata alla nostra vita di tutti i giorni, perché tendiamo a immaginare sempre un finale negativo. Il pensiero di un evento felice può trasformarsi in terrore se associato a una perdita, come la morte”.
Attrazione per Lovecraft
Parlando delle storie di Lovecraft, Tanabe ha rivelato che La maschera di Innsmouth è la sua opera preferita. “Mi affascina il modo in cui Lovecraft esprime il senso di smarrimento di un giovane in transizione verso l’età adulta. È interessante vedere come riesca a descrivere questa sensazione di perdita, che tutti noi possiamo comprendere”.
Orrori cosmici e il loro significato
Tanabe ha anche discusso dell’orrore cosmico, affermando che “l’orrore cosmico si manifesta quando ci avventuriamo oltre il conosciuto, perdendoci nell’infinito, senza comprendere il nostro posto nel mondo”.
Progetti futuri
Quando gli è stato chiesto se avesse in programma di adattare altre opere di horror, Tanabe ha chiarito: “Attualmente non ho intenzione di lavorare su altri autori”. Ha raccontato di aver scoperto Lovecraft a 25 anni, mentre stava iniziando il suo percorso come mangaka, leggendo L’estraneo.
Influenze cinematografiche
Tanabe ha rivelato di prendere ispirazione da film classici, come Le Montagne della Follia, influenzato da Himalaya e La cosa, e ha citato anche Changeling per L’abitatore del buio. “Il cinema è una fonte continua di ispirazione per me”, ha affermato.
Rappresentare il colore nell’oscurità
La discussione si è poi spostata sulla difficoltà di adattare Il colore venuto dallo spazio, un’opera che parla di luce. Tanabe ha spiegato come ha cercato di rappresentare questa luminosità e le reazioni dei personaggi, trasformando la paura in una sensazione palpabile.
La sua idea di mostruosità
Tanabe ha parlato dell’importanza di creare mostri, non semplicemente immaginandoli, ma descrivendoli in base a informazioni concrete. “Inizio con una base e poi aggiungo dettagli per renderli unici”, ha detto.
La mancanza di onomatopee
Un aspetto interessante del suo lavoro è l’assenza di onomatopee, che Tanabe ritiene incompatibili con il suo stile. “Preferisco descrivere le azioni attraverso gli occhi dei personaggi, per mantenere la tensione e l’atmosfera”.
Un futuro promettente
Infine, quando gli è stato chiesto del possibile adattamento de La ricerca onirica dello sconosciuto Kadath, Tanabe ha confermato che stanno considerando di lavorarci. “Ci sono molte opere di Lovecraft che vogliamo esplorare, e questo racconto è certamente tra i nostri progetti futuri”.