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intervista a Mogiko, l’autrice di Black Letter

Negli ultimi due anni, chi ha partecipato al Lucca Comics & Games non ha potuto fare a meno di notare la presenza di Mogiko, un’artista che ha fatto il suo debutto nel mondo delle illustrazioni prima di affermarsi come una mangaka italiana. Grazie alla collaborazione con J-POP Manga e Edizioni BD, ha avuto l’opportunità di incontrare i suoi fan durante la presentazione dei volumi di Black Letter, ma le curiosità su di lei non si esauriscono qui!

Chi è Mogiko?

Mi chiamo Giulia Monti, e sono una giovane fumettista italiana. Sin da piccola, ho sempre avuto una grande passione per i manga e per la cultura giapponese, il che mi ha portato a diventare anche una fervente lettrice di queste opere.

Collaborazione con MangaYo!

Molti di voi mi conosceranno grazie alle splendide cartoline che ho realizzato per gli ordini di MangaYo!. Questa collaborazione non è stata pianificata, poiché conoscevo già i fondatori. Così, hanno iniziato a chiedermi di creare alcune illustrazioni, fino a giungere all’ideazione della loro mascotte. I clienti hanno apprezzato molto il mio lavoro e, col tempo, la mia presenza è diventata sempre più costante. Continuo a creare nuove opere per loro anche oggi!

Il tuo percorso editoriale

Prima di Black Letter, ho pubblicato diversi fumetti per bambini, come Il Risveglio di Herobrine, e ho collaborato con altri editori per realizzare illustrazioni, ad esempio per Un’avventura a Parigi – Glitter & Candy. La mostra e l’artbook di Yo-Chan, insieme a Yo-chan’s First Stream scritto da Volpescu, mi hanno dato l’opportunità di esplorare stili più affini a quello che sento mio.

La nascita di Black Letter

Nel 2023 ho debuttato a Lucca con la preview del primo volume di Black Letter. Questo progetto è nato dopo che J-POP mi ha contattato per una collaborazione come illustratrice, che purtroppo non si è concretizzata. Da quel momento, ho avuto la possibilità di pubblicare un volume che include sia la storia che le illustrazioni create da me.

Perché manga?

Ho scelto il formato manga perché mi sento più affine a questo stile di narrazione rispetto al fumetto europeo o italiano. Sono cresciuta leggendo manga, e la mia idea di fumetto include elementi giapponesi, tavole in bianco e nero, l’uso di retini e lettura da destra verso sinistra. Volevo rivolgermi a chi, come me, condivide questa passione.

Un cambiamento di stile

Il mio stile in Black Letter è sicuramente diverso rispetto a quello di Yo-Chan’s First Stream, più giapponese e ispirato a artisti come Fujimoto e Asano. Tuttavia, non considero Black Letter un cambiamento rispetto a Yo-Chan, ma piuttosto un’evoluzione: in Yo-Chan ho dovuto adattare il mio disegno a un genere specifico, mentre in Black Letter ho avuto l’opportunità di esprimere completamente il mio stile.