Giochi da tavolo Recensioni

Abbiamo giocato a La Vita a Reterra

La Vita a Reterra è un gioco di piazzamento tessere competitivo, pensato per 2-4 giocatori, che si inserisce perfettamente nel filone family. Distribuito da Avalon Hill / Hasbro, offre un tema ecologista che invita a riflettere sulla nostra relazione con la natura. Questo articolo si concentra su come il gioco si sviluppa e le emozioni che riesce a suscitare.

Un mondo post-apocalittico

Ambientato in un futuro in cui la natura ha riconquistato il suo spazio, i giocatori assumono il ruolo di leader di una comunità di sopravvissuti. Il compito è quello di costruire un habitat sostenibile, utilizzando fonti di energia rinnovabile e risorse del passato, ormai considerate reliquie archeologiche. Alla fine del gioco, un mix di punti accumulati determinerà chi avrà avuto successo nel creare l’ambiente migliore per i propri abitanti.

Esploriamo la scatola

Aprendo la scatola de La Vita a Reterra, è impossibile non notare la cura e l’attenzione dedicate all’organizzazione dei componenti. Le vaschette e gli inserti rendono il setup e la conservazione del gioco facilissimi. Le vaschette porta tessere sono disposte in modo strategico, facilitando l’allestimento. Già solo questo aspetto merita un applauso.

Dentro la scatola troviamo un totale di 104 tessere terreno quadrate, 93 tessere edificio, 15 carte edificio a doppia faccia, 30 gettoni reliquia/spazzatura, 32 pedine abitante, un tabellone di setup e un blocchetto per il punteggio. Tre delle vaschette contengono le tessere edificio suddivise in tre livelli di difficoltà, rendendo il gioco accessibile a tutti.

Il tabellone centrale funge da display ordinato per le tessere edificio e le relative carte. Qui si sistemano le carte edificio selezionate per la partita, ognuna delle quali presenta un potere speciale, i punti che fornisce e gli ingranaggi necessari per ottenerla. Le tessere terreno, d’altra parte, mostrano diversi tipi di terreno, simboli che indicano il costo per costruirle, reliquie e fonti energetiche. Durante il gioco, i giocatori possono attivare poteri tramite le pedine abitante e le tessere edificio, che consentono di raccogliere reliquie, posizionare spazzatura per ostacolare gli avversari o generare punti e nuovi abitanti. Il numero di edifici disponibili varia in base ai partecipanti.

Come si gioca

Nel corso di una partita a La Vita a Reterra, i giocatori dovranno costruire una griglia personale di 4×4 tessere terreno, ottimizzando il punteggio attraverso edifici, abitanti e reliquie.

Ogni turno inizia con la scelta e il piazzamento di una tessera terreno. I giocatori possono prelevare una tessera dalla propria mano o dalla fila comune, sostituendola poi con una nuova dal mazzo. Se la tessera piazzata mostra un simbolo ingranaggio, il giocatore può costruire un edificio compatibile prelevandolo dal tabellone centrale, seguendo le condizioni indicate dalla carta edificio. Dopo il piazzamento, è possibile attivare il potere speciale dell’edificio, che spesso consente di posizionare reliquie, ottenere nuovi abitanti o influenzare gli avversari con segnalini di spazzatura. Infine, si rimpiazza la tessera mancante dalla fila comune.

Per calcolare il punteggio finale, ogni giocatore deve valutare la propria griglia di 4×4 considerando diversi elementi, tutti annotati nel blocchetto segnapunti. Si sommano i punti derivanti dagli edifici costruiti, le aree di terreno connesse, i punti per gli abitanti e le reliquie raccolte, sottraendo le penalità derivanti dalla spazzatura. Alla fine, chi accumula il punteggio più alto si aggiudica la vittoria. In caso di pareggio, il giocatore con più edifici vince.

Impressioni finali

La Vita a Reterra si è rivelata una piacevole sorpresa, notata durante il Bologna Play. Non si tratta di una novità rivoluzionaria, ma di un prodotto ben progettato e confezionato, pensato per un pubblico specifico e con un tema attuale. È importante sottolineare che non è la versione ecologica di Carcassonne, come alcuni potrebbero pensare.

Questo gioco è senza dubbio adatto a chi ama i puzzle e il piazzamento tessere. È un family game ben realizzato, con soluzioni di design che garantiscono longevità, anche senza espansioni. Le regole sono semplici e ci sono diverse varianti che lo rendono immediato, anche se l’interazione tra i giocatori è piuttosto limitata, con i token di spazzatura che rappresentano l’unico modo per infastidire gli avversari.

La modulabilità nella difficoltà rende l’approccio al gioco gradevole, e il calcolo finale dei punti è facile da gestire. Se cercate un gioco leggero per le sere d’estate, La Vita a Reterra potrebbe fare al caso vostro. Inoltre, il prezzo, inferiore ai 40 euro, è competitivo rispetto ad altri titoli simili, giustificato anche dalla qualità dei materiali.

Alla prossima avventura!