Era il 2014 quando Kohei Horikoshi, un quasi trentenne già noto in Giappone per opere minori come Nukegara, Tenko e Crazy Zoo, pubblicò il primo capitolo di My Hero Academia su Shōnen Jump. Questo primo capitolo è un perfetto equilibrio di tematiche semplici ma profonde, e racconta la storia di un sogno impossibile che si realizza.
Con l’annuncio della conclusione del manga, che raggiungerà il capitolo 430, è giusto dedicare qualche parola a quest’opera che ha accompagnato le nostre letture per dieci anni. My Hero Academia rappresenta la crescita di un artista con un talento narrativo raro, supportato da editor capaci di farlo sbocciare. La saga finale, a mio avviso, offre uno dei build-up più significativi nel panorama shonen, finalmente dando giustizia alle promesse fatte dall’autore.
Non preoccupatevi, lettori, non ci saranno spoiler. Questo articolo è una panoramica generale sull’opera di Horikoshi, un’analisi e un omaggio per chi ha abbandonato il manga prima della saga finale o per chi non ha mai avuto modo di leggerlo.
La trama
Izuku Midoriya, noto come Deku, che in giapponese significa “buono a nulla”, è un ragazzo che sogna di diventare un eroe. Tuttavia, in una società dove la maggior parte delle persone sviluppa Quirk (superpoteri), Deku sembra essere l’unico privo di abilità. Nonostante ciò, non abbandona il suo sogno e, di fronte a ogni ostacolo, è sempre il primo a rialzarsi.
Il manga ha un ritmo incalzante, con capitoli che si susseguono mantenendo alta l’attenzione. Il design dei personaggi ricorda il fumetto americano ma non dimentica le radici giapponesi. Anche il paneling integra in modo fluido gli stili orientali e quelli di Marvel e DC Comics.
Si sviluppa così un universo di personaggi riccamente dettagliati, con un messaggio di positività e fiducia. Anche se non è ancora concluso, My Hero Academia ha già lasciato un segno indelebile nel mondo del manga shonen degli ultimi venti anni.
Kohei Horikoshi
Originario della prefettura di Aichi, Kohei Horikoshi è un mangaka del 1986. È diventato noto in Giappone nel 2006 vincendo il Premio Tezuka con il suo one-shot Nukegara. Dopo aver pubblicato diversi racconti su Akamaru Jump, è approdato su Weekly Shōnen Jump nel 2010 con un altro one-shot, Crazy Zoo. Ma il vero successo arriva nel 2014 con My Hero Academia, che ha generato anime, videogiochi e lungometraggi, diventando un degno successore di titoli come Naruto e Bleach.
Horikoshi è un mangaka capace di fondere generi e influenze. Ha dichiarato che le sue maggiori ispirazioni provengono da Dragon Ball, Naruto, Akira e Tekkonkinkreet. La sua abilità di mescolare elementi di classici del fumetto giapponese e influenze occidentali, come i supereroi di Marvel e DC Comics, hanno reso il suo lavoro unico. Nonostante le scelte commerciali, la qualità delle sue storie rimane sempre alta, evitando il fan service gratuito e mantenendo una grande attenzione alla narrazione.
Il world-building
Le avventure di My Hero Academia si svolgono in un mondo simile al nostro, ma in cui le persone sviluppano superpoteri dalla nascita. La premessa è quella di una società dove non avere poteri è raro, e questi sono integrati in ogni aspetto della vita, dalla lotta contro il crimine alle professioni quotidiane. Esistono accademie che formano giovani eroi, permettendo a ciascuno di trovare il proprio posto nel mondo in base al talento.
Questo concetto, sebbene semplice, ha profonde ripercussioni sulla società: discriminazioni, super-criminali, movimenti rivoluzionari e scienza avanzata. Il mondo di My Hero Academia è ricco di dettagli e si sente vivo. L’era oscura dei super criminali, che ha preceduto l’attuale epoca di pace, rappresenta un tema centrale della storia, mostrando i sacrifici necessari per raggiungere la prosperità.
Il sistema dei poteri, i Quirk, è altrettanto interessante: sono ereditari e possono evolversi, richiedendo un costante miglioramento da parte dei loro portatori. Questo porta a dinamiche sociali complesse, come matrimoni tra eroi per generare figli con poteri superiori. A differenza dei superpoteri di altri universi, i Quirk possono essere allenati e combinati, dimostrando una grande attenzione ai sistemi di potere tipici dei battle manga.
Nonostante la complessità del world-building, la narrazione è leggera ed emotivamente coinvolgente. Il dramma è sempre presente senza appesantire la storia, rendendo l’opera accessibile e appassionante.
Tutti per uno
My Hero Academia è un manga corale, che spesso viene paragonato a Naruto. Entrambe le opere evidenziano valori come la cooperazione e l’amicizia, dimostrando che la vera forza risiede nel proteggere gli altri. I personaggi sono ben sviluppati, ognuno con il proprio background e obiettivi, e il protagonista non riesce a realizzarsi senza l’aiuto degli altri.
Deku, il protagonista, è un ragazzo che sogna di diventare un eroe, ma è privo di poteri. La sua forza d’animo e la determinazione lo rendono un personaggio coinvolgente, capace di ispirare i compagni. In contrasto, Bakugo, inizialmente visto come il protagonista, è forte e competitivo, ma la sua crescita personale è altrettanto affascinante. Shouto, figlio dell’eroe numero due, affronta le sue problematiche familiari, rendendolo un personaggio maturo e complesso.
All Might, l’eroe numero uno, rappresenta un simbolo di speranza e sarà il mentore di Deku, trasmettendogli il suo potere. Questa interazione dà inizio alla storia, creando un legame profondo tra i due.
Una penna dalle mille vesti
La qualità delle tavole di Horikoshi migliora costantemente. Il suo stile è versatile, adattandosi alle esigenze narrative e ai ruoli dei personaggi. All Might, ad esempio, è spesso rappresentato con uno stile che ricorda i classici americani, mentre i costumi dei personaggi richiamano le tradizionali tute dei supereroi.
Il suo paneling è classico ma innovativo, combinando tradizione giapponese e influenze occidentali, creando un’opera che attrae lettori di ogni parte del mondo. La cura nei dettagli e la pulizia del tratto sono invidiabili, e il character design riesce a trasmettere le personalità dei personaggi attraverso le loro pose e i loro costumi.
In sintesi, My Hero Academia è un manga da esplorare, rileggere e apprezzare, frutto del talento di un autore che ha saputo mescolare scrittura e illustrazione in modo magistrale. È una vera gemma nel panorama del fumetto.