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Tetsuo Hara a Lucca: oltre cento originali dialogano con il Rinascimento

Il tratto monumentale di Tetsuo Hara incontra la tradizione figurativa italiana. A Lucca Comics & Games 2025, la mostra Come un fulmine dal cielo ha riunito oltre cento opere originali del maestro di Hokuto no Ken, affiancandole a tre disegni cinquecenteschi provenienti dalle Gallerie degli Uffizi. Non un semplice omaggio celebrativo, ma un dialogo fra epoche, tecniche e idee del corpo eroico.

Allestita nella Chiesa dei Servi dal 25 ottobre al 2 novembre, l’esposizione è stata presentata come la prima retrospettiva al mondo dedicata all’intera carriera dell’autore. Il percorso attraversava più di quarant’anni di lavoro: dalla desolazione post-apocalittica di Ken il Guerriero alla Shanghai degli anni Trenta di Sōten no Ken, fino al Giappone feudale di Keiji il Magnifico. Visti uno accanto all’altro, disegni e tavole mostravano quanto la potenza di Hara non dipenda soltanto dall’impatto dei combattimenti, ma dalla costruzione teatrale della figura, dal ritmo e da una sorprendente eleganza del segno.

Il Salvatore nell’Arena

Al centro della mostra c’era Il Salvatore nell’Arena, tela realizzata da Hara come tributo all’Italia. Kenshiro domina un anfiteatro, avvolto da richiami alla scultura classica e al Rinascimento: la posa delle braccia rimanda al gruppo del Laocoonte, mentre l’elmo di Raoh cita il Perseo con la testa di Medusa di Benvenuto Cellini. L’opera non si limita ad applicare un repertorio occidentale a un’icona manga; dimostra piuttosto come l’immaginario di Hara abbia sempre ragionato in termini di anatomia, tensione e monumentalità.

È qui che acquistava senso la presenza dei fogli di Baccio Bandinelli e della sua scuola concessi dagli Uffizi. Gli studi di figure maschili, braccia e corpi mitologici diventavano una sorta di genealogia visiva dei guerrieri di Hara. Cinquecento anni separano quelle prove dai lottatori della Scuola di Hokuto, ma l’obiettivo è vicino: trasformare il corpo in racconto, fare della muscolatura un veicolo di conflitto, sofferenza e grandezza.

Un riconoscimento storico per il manga

La relazione con gli Uffizi non si è fermata al prestito. Il 2 novembre 2025 l’autoritratto di Tetsuo Hara è entrato nella collezione del museo fiorentino: secondo il comunicato ufficiale, è la prima opera di un mangaka ammessa nella raccolta. Il riconoscimento è seguito all’assegnazione del premio Yellow Kid Maestro del Fumetto e ha dato una forma concreta a un cambiamento ormai evidente: il manga non è più un ospite laterale della cultura visiva europea, ma uno dei linguaggi con cui il presente rilegge la tradizione.

Per Lucca, l’operazione è stata anche una dichiarazione curatoriale. Accostare Hara a Bandinelli ha evitato sia la celebrazione nostalgica sia l’equazione semplicistica tra fumetto e “arte alta”. Le opere sono state messe nelle condizioni di parlarsi, lasciando emergere differenze e continuità. Il risultato ha raccontato bene perché Hokuto no Ken continui a esercitare un’influenza enorme: dietro la violenza spettacolare c’è un’idea classica dell’eroe, ferito ma capace di restare umano.

Fonte: comunicati ufficiali Lucca Comics & Games del 25 ottobre e del 2 novembre 2025. Immagine: materiale stampa ufficiale.