Se sei alla ricerca di un’esperienza di introspezione, questo gioco potrebbe essere ciò che fa per te. Il sottotitolo “Un gioco di ruolo solitario per contemplare il cosmo” potrebbe far pensare a una semplice seduta di riflessione, ma ti assicuro che si tratta di un viaggio profondo e arricchente. Pubblicato da Nessundove, questo gioco di Ella Lim, nota anche per “La Libreria Fluttuante del Signor Volpe,” ci invita a vestire i panni di un Guardiano di un faro situato all’estremità dell’Universo.
Un gioco di ruolo solitario
Il Faro al termine dell’Universo è un gioco di ruolo solitario che si sviluppa in modo “diaristico”, permettendo ai giocatori di annotare i propri progressi e riflessioni durante la storia. Ci troviamo a gestire un faro, osservando il cosmo mentre si frantuma in pezzi sempre più piccoli. Come recita il manuale: “Il Faro è un edificio come ogni altro, tranne per il fatto che se ne sta arroccato proprio al termine ultimo dell’Universo”.
Il manuale e le sue caratteristiche
Il manuale è caratterizzato da un’atmosfera blu predominante, con testi e illustrazioni semplici ma evocative, tutte curate da Ella Lim. Con poco più di 100 pagine, il libro è diviso in due sezioni: una dedicata alla creazione del personaggio e una al gioco vero e proprio. Un elemento molto interessante è il foglio finale che consente di realizzare un faro di cartoncino da assemblare seguendo le istruzioni, perfetto per rendere l’esperienza di gioco ancora più immersiva. Immagina di giocare illuminato dalla luce che emana il tuo faro!
Come funziona il gioco
In questo gioco di ruolo, il partecipante deve scrivere un diario, noto come Registro dei Guardiani, compilando una pagina ogni sera. Le annotazioni possono variare da poche righe a pagine intere, a seconda dell’ispirazione del momento. Per giocare, avrai bisogno di un dado a sei facce, un mazzo di carte francesi, una moneta e un supporto per scrivere, che potrebbe essere un quaderno o un’app come Notion.
Il diario serve a tenere traccia delle reazioni del Guardiano e delle sue emozioni, oltre a documentare la vita all’interno del faro. Ogni giocatore contribuisce a un Registro che si arricchisce di storie e riflessioni, creando un legame con i Guardiani che lo hanno preceduto.
Le fasi di gioco
Il gioco si articola in tre fasi: Crepuscolo, Notte e Prime Luci.
Durante il Crepuscolo, il giocatore deve annotare data, ora e meteo, elementi che riflettono le proprie sensazioni. Successivamente, si procederà ad Accendere la Luce del faro attraverso un rituale che richiede di lanciare una moneta e pescare una carta. Se si ottiene testa e una carta rossa, la luce si accende; in caso contrario, è necessario riprovare.
Nella fase della Notte, il Guardiano affronta diverse Mansioni, come Avvistamenti, Manutenzioni ed Eventi, ognuna delle quali offre spunti per la narrazione e la riflessione. Qui, il giocatore può scegliere di dedicarsi a una delle Mansioni o passare a un momento di svago, per rendere l’esperienza più varia e coinvolgente.
Il proprio personaggio
Il manuale propone sei profili di Guardiani, ognuno con le proprie abilità e caratteristiche. Tra questi troviamo:
– Il Custode: un anziano generoso che ha dedicato la sua vita agli altri.
– Lo Sconfitto: una persona che ha perso tutto e cerca di voltare pagina.
– L’Innamorato: un Guardiano che spera di ricostruire un futuro con la sua anima gemella.
– Il Recluso: qualcuno che custodisce un segreto terribile.
– Il Ladro: un personaggio in cerca di redenzione.
– Il Sognatore: un Guardiano che si meraviglia del mondo.
Inoltre, è possibile interpretare sé stessi, definendo motivazioni e tratti personali.
Prime Luci: la riflessione finale
Dopo la Notte, si giunge alla fase delle Prime Luci, dove il Guardiano può riflettere su quanto accaduto, spegnendo infine la Luce e integrando le esperienze nel diario. Questo processo di introspezione permette di creare un legame profondo tra il gioco e le emozioni personali.
Considerazioni finali
Il Faro al termine dell’Universo non è solo un gioco, ma un’opportunità per esplorare la propria interiorità. La sua semplicità meccanica si contrappone a una complessità emotiva che richiede una vera apertura verso se stessi. Non è un titolo per tutti, ma per chi è disposto a guardarsi dentro, rappresenta un’esperienza profondamente appagante e unica. La magia di questo gioco risiede nel suo potere di riflessione, rendendo ogni sessione un viaggio personale che si evolve nel tempo.
In definitiva, il Registro dei Guardiani non ha una fine, così come le esplorazioni delle notti e dei giorni che si susseguono nell’infinito dell’Universo.