Giochi da tavolo

My Murder Mystery – Protocollo Finale: chi è il colpevole tra noi?

Se siete appassionati di giochi investigativi e cercate un po’ di sana competizione, My Murder Mystery – Protocollo Finale è ciò che fa per voi. Questo gioco racchiude l’atmosfera di una cena con delitto in una scatola di carte, mettendo ogni partecipante nei panni di un sospettato. Dovrete scoprire chi ha assassinato Olivia Clubberfunk, ma non dimenticate che ognuno di voi ha segreti da proteggere e obiettivi personali da raggiungere. Inoltre, ci sono persone che potrebbero aiutarvi a risolvere il caso, ma che hanno ottime ragioni per non rivelarvi tutto.

La storia si svolge nella Silicon Valley nel 2047. Olivia, fondatrice di un grande impero tecnologico, ha invitato alcuni ospiti a una festa esclusiva. Al mattino successivo, viene trovata morta e il sistema di sicurezza blocca tutte le uscite. Nessuno può entrare o uscire, e almeno uno dei presenti sa più di quanto voglia ammettere. Questa è l’unica informazione che vi serve prima di iniziare a giocare.

Come si gioca a My Murder Mystery – Protocollo Finale

Preparazione: scegliete il vostro personaggio

Iniziate leggendo il prologo e sistemando le carte Luogo e Top Secret. Ogni giocatore riceve un Ritratto e quattro carte Personaggio: due Storia, una Relazioni e una Obiettivi. Queste informazioni devono essere lette in privato e descrivono ciò che il vostro personaggio sa, i suoi legami con gli altri e i suoi obiettivi. Ricordate, uno di voi potrebbe essere l’assassino.

Non serve un moderatore e non c’è bisogno di studiare un copione in anticipo: il gioco fornisce le informazioni necessarie mentre preparate la partita. Un avvertimento importante: non sbirciate il retro delle carte prima che le regole vi dicano di farlo. Anche un’occhiata involontaria potrebbe compromettere una scoperta fondamentale.

Cinque round, otto luoghi: dovrete scegliere

L’indagine si sviluppa in cinque round. In ogni round, il Capogruppo seleziona un Luogo coperto, lo svela e legge il contenuto ad alta voce. Alcuni Luoghi consentono di ottenere una carta Top Secret, che potrà essere letta solo da lui. Poi si discute e il Capogruppo passa il turno a un altro giocatore.

Ci sono otto Luoghi disponibili, ma ne esplorerete solo cinque. Questo significa che non avrete un quadro completo e dovrete decidere quali piste seguire, valutando l’affidabilità delle informazioni condivise dagli altri.

Ogni giocatore ha a disposizione due Azioni per l’intera partita. Le Azioni possono essere utilizzate per opporsi alla scelta del Luogo, contrastare la selezione del prossimo Capogruppo o prendere e leggere una carta Top Secret di un altro giocatore. Siate strategici: le possibilità sono limitate.

Accuse, obiettivi e vittoria

Alla fine dell’indagine, i giocatori discutono liberamente e scrivono le risposte ai propri obiettivi, compresa l’eventuale accusa. Tutti indicano simultaneamente il personaggio che ritengono colpevole. Il giocatore che riceve il maggior numero di accuse viene eliminato, anche se ha risposto correttamente ad altre domande.

Si legge infine la soluzione e si assegnano i punti per gli obiettivi personali: chi raggiunge almeno tre punti vince. È possibile che ci siano più vincitori. Smascherare l’assassino è fondamentale, ma non è l’unico obiettivo di ciascun giocatore.

La nostra partita in sei

Noi abbiamo giocato in sei. Il settimo personaggio è rimasto senza giocatore, come previsto, ma ha comunque influito sulla storia: non dimenticate di considerarlo quando analizzate gli indizi o rispondete agli obiettivi. Questa configurazione ha funzionato bene, e non ci è sembrato di avvertire la mancanza di un settimo partecipante.

Quello che mi ha colpito di più è stata la competizione. In molti giochi investigativi cooperativi si accumulano indizi per arrivare tutti alla stessa conclusione. Qui, ogni conversazione richiede scelte: quanto voglio rivelare? Chi sta cercando di aiutarmi e chi desidera solo scoprire i miei segreti? Anche un personaggio innocente può avere motivi per tacere o mentire. Di conseguenza, non basta cogliere una contraddizione per identificare l’assassino.

Il gioco si basa su queste interazioni. Funziona quando i partecipanti pongono domande, difendono le proprie teorie e interpretano i personaggi in modo da dare peso alle informazioni. Chi cerca un gioco investigativo da risolvere in silenzio, solo esaminando le carte, potrebbe trovarlo meno adatto ai propri gusti. Tuttavia, non è necessario essere attori: basta avere voglia di immergersi nel gioco e confrontarsi.

Voci dal tavolo

Al tavolo con Alessio, Matteo, Davide, Luca e Nico, la ricerca degli indizi ha acceso il dibattito. Il mistero stimola la curiosità e invita a mettere insieme le informazioni, stabilendo collegamenti e discutendo le proprie ipotesi. Il gioco è accessibile e, sebbene arrivare alla soluzione richieda attenzione, non è eccessivamente complesso.

Tuttavia, alcuni giocatori hanno sollevato una riserva: gli indizi possono sembrare vaghi e dispersivi. Visitando solo cinque dei otto Luoghi, può mancare qualche elemento chiave proprio quando si cerca di costruire una teoria convincente. Questa difficoltà sposta parte dell’indagine sulle domande da porre agli altri e sulla scelta di quanto credere alle loro risposte.

È emersa anche una considerazione sui ruoli: chi ama raccogliere indizi e risolvere il caso potrebbe divertirsi meno nel ruolo dell’assassino, poiché deve anche pensare a come difendersi e mantenere i propri segreti. Questi sono due modi diversi di vivere la stessa esperienza. Ed è proprio qui che Protocollo Finale dimostra il suo carattere: la discussione e gli obiettivi personali sono importanti quanto la ricerca del colpevole.

Il verdetto finale

Protocollo Finale mi ha offerto esattamente ciò che cercavo in una serata investigativa: un mistero da risolvere e persone da osservare, interrogare e, se necessario, convincere. La preparazione è semplice, le regole delle Azioni sono chiare e il fatto di esplorare solo cinque Luoghi mantiene viva l’incertezza fino alle accuse finali.

Un limite da tenere presente prima di acquistarlo: il caso può essere giocato una sola volta dalla stessa persona. Dopo aver scoperto i segreti e la soluzione, non sarà possibile rivivere quella prima indagine. Tuttavia, le carte non si distruggono, quindi potrete far provare il gioco a un altro gruppo.

Se avete un gruppo di cinque, sei o sette amici che amano dedurre, bluffare e discutere attorno al tavolo, ve lo consiglio caldamente. Noi l’abbiamo giocato in sei e ha funzionato bene. Personalmente, per il mio spirito competitivo, è un gioco approvato.