Giochi da tavolo

I casi del detective Giusti: un librogame intrigante

Irriverente e acuto, il detective Giusti. È un consulente della polizia sempre pronto ad affrontare nuove sfide. Insieme a lui, avremo l’opportunità di risolvere più di 30 casi, osservando tutto attraverso i suoi occhi attenti.

Non sono un grande esperto di librogame o raccolte di enigmi, e lo dico subito perché questo è il punto di vista da cui nasce questa recensione: quello di chi si avvicina al genere con curiosità, senza il metro di paragone dell’appassionato.

I casi del detective Giusti, scritto da Manuel Bova e pubblicato in Italia da Alpha Test, casa editrice nota per i testi universitari, è un librogame giallo che ci invita a risolvere più di 30 casi di diversa natura. Siamo testimoni silenziosi delle indagini di un detective unico nel suo genere.

Seguitemi in questa recensione, rigorosamente priva di spoiler (siete voi a dover risolvere i misteri!), per alcune considerazioni finali.

Chi è il detective Giusti?

“Mi annoio in ogni posto dove non ci sia un morto, le persone mi danno fastidio e se il telefono non prende vado nel panico.”

Il detective Giusti non è solo un contenitore di indizi. È un personaggio ben definito, costruito con attenzione anche nei dettagli più piccoli. Ex agente di polizia, ora consulente privato, offre la sua esperienza a chi ne ha bisogno. Sarcastico e cinico, si fa compagnia con un pesce rosso di nome Antonio, dopo una separazione dalla moglie che non viene mai raccontata completamente. Ha una stravaganza unica: preferisce interrogare i sospetti in cucina, indipendentemente dalla scena del crimine. Questi piccoli dettagli alimentano l’affetto per il personaggio creato da Manuel Bova, non attraverso una biografia compatta, ma mediante frammenti che si ricompongono caso dopo caso. Il suo intuito è, come da tradizione, sopra la media, ma non è mai lui il vero protagonista della soluzione. La trovata più interessante è il ruolo attivo del lettore: una presenza che osserva il detective mentre legge le deposizioni e affronta enigmi. Alla fine di ogni capitolo, che non è numerato ma identificato dal nome del caso, il detective Giusti si ritira, avendo già la soluzione, lasciando il lettore a riflettere prima di rivelare la risposta nella sezione dedicata.

Approccio e difficoltà

“Torno a casa dopo una giornata vuota, come tutte quelle senza un morto su cui indagare.”

Le indagini, a prima vista, possono sembrare semplici, quasi banali. Alcuni casi seguono cliché tipici dei noir o dei thriller, ma la soluzione — l’identificazione del colpevole o la chiusura del caso — si rivela spesso molto più complicata. È necessario affidarsi alla propria capacità di interpretare il testo, talvolta sfruttando un smartphone per ricerche, oppure richiedendo conoscenze specifiche che non sempre sono scontate.

I casi si presentano senza un ordine crescente di difficoltà (eccetto per il Diadema del Diavolo), creando un effetto altalena: alcuni si risolvono con uno sforzo intellettuale sostenibile, mentre in altri, senza le giuste nozioni, il colpevole rimane inaccessibile. Tuttavia, e questo è un ottimo indicatore della qualità del libro, questa frustrazione non diminuisce la voglia di affrontare il caso successivo, anzi, la alimenta.

Il Diadema del Diavolo: un gioco nel gioco

“Stacco la busta dalla porta, la soppeso: non è pesante, probabilmente contiene giusto un foglio.”

La parte più ambiziosa del libro si presenta quando il detective Giusti entra in contatto con un club del mistero, che ci sottopone a una serie di indovinelli accessibili solo tramite QR code — necessitiamo del nostro smartphone. Ogni enigma restituisce una parola chiave segreta, e l’insieme di queste soluzioni consente di accedere a una sezione “segreta” (denominata Il Portale) contenente un ultimo e difficile enigma.

Riuscire a superare quest’ultimo ostacolo permetterà ai lettori di entrare in una sorta di “albo d’oro” dei detective sulla pagina ufficiale del libro. È un sotto-gioco che richiede una certa familiarità con il libro prima di affrontarlo, e ha la peculiarità di non trovare le soluzioni nella sezione dedicata. Questa scelta aumenta ulteriormente la sfida, trasformando la lettura in un’indagine reale, estendendo i confini del libro oltre le sue pagine.

Riflessioni sparse

“Ho anche aperto il pacchetto di patatine gran riserva che tenevo per le occasioni speciali.”

I casi del detective Giusti è un libro che riesce a coinvolgere anche chi, come me, non ha una lunga esperienza nel genere. Funziona perché crea un personaggio memorabile senza appesantire la struttura, perché gestisce la difficoltà in modo imprevedibile mantenendo alta la tensione, e perché osa con il Diadema del Diavolo, portando il libro oltre le sue pagine.

Se cercate un diversivo originale per l’estate e amate il noir, i giochi di logica, gli enigmi in stile escape room e le atmosfere da investigatore privato, questo libro è un acquisto sicuro (ha un prezzo molto abbordabile, poco più di 10 euro). E se aggiungiamo che è scritto con uno stile ironico e frizzante, emerge chiaramente come la qualità della scrittura conferisca a questo librogame una dignità letteraria che va oltre il semplice genere.

L’autore Manuel Bova

Infine, un dettaglio che merita attenzione: la mia copia contiene ancora un cartoncino bianco con una dedica scritta a mano da Manuel Bova, dove mi invita a scoprire il suo libro con grande gentilezza. Un gesto che parla della cura con cui l’autore vive il suo lavoro, lo stesso impegno che si riflette pagina dopo pagina nel suo libro.

Grazie per avermi seguito, ci vediamo alla prossima avventura!