Un breve resoconto di ciò che alcuni giochi ci hanno lasciato, le impressioni fresche di esperienze ludiche della settimana.
Buona domenica a tutti!
Ieri sera, sui nostri tavoli, abbiamo mescolato distillati pericolosi, affrontato il cammino in Compagnia, sparato e risparmiato, combattuto contro avversari temibili, anelato acqua speziata, seguito tracce e lottato per la salvezza.
Buona lettura!
Pillole
[White Winston] Speakeasy • 1-4 giocatori • 14+ • 50-180′ • giocato in 2 • 100 minuti
A distanza di meno di una settimana, abbiamo ripreso a giocare l’ultimo titolo di Vital Lacerda: Speakeasy. Questa volta eravamo solo in due, ma abbiamo avviato la partita con entusiasmo, freschi delle regole apprese la settimana precedente. Non voglio ripetere tutto ciò che ho già detto nella pillola precedente, ma posso confermare che si tratta di un gioco straordinario, il migliore mai progettato dall’autore portoghese.
Le meccaniche e l’ambientazione si intrecciano in modo impeccabile, e il fascino della grafica e dei temi trattati rendono il gameplay complesso, ma sorprendentemente accessibile. Ci sono diverse strategie per accumulare punti, ma io continuo a seguire la mia via più diretta (che mi ha fruttato 2 vittorie su 2): costruire il più possibile, produrre whisky nella distilleria, distribuirlo e venderlo. Giocando in due, ho notato che, seppur su una mappa condivisa, la vera interazione è limitata e in gran parte indiretta (e nemmeno molto percepita).
Il gioco è serrato (solo 11 azioni!), ma non così tanto da risultare opprimente; per ogni piano A che fallisce, c’è sempre un piano B, anche se meno ottimale, per raggiungere il medesimo obiettivo. In sintesi, consiglio vivamente Speakeasy come must-have di Lacerda… se non fosse per il suo costo esorbitante, che lo rende inaccessibile per molti (nuovo in italiano a 170€!!!). Un vero peccato.
[White Winston] Il Signore degli Anelli: il Destino della Compagnia • 1-5 giocatori • 14+ • 60-150′ – giocato in 3 • 140 minuti compresa spiegazione
Non sono un grande estimatore della serie Pandemic (posseggo solo Alta Marea, comprato per curiosità verso il sistema di gioco). Tuttavia, sono un grande appassionato dell’opera di Tolkien e, spinto da recensioni entusiastiche e dall’interesse dei miei figli (6 e 10 anni, già avvezzi ai giochi da tavolo) per il mondo del Signore degli Anelli, ho fatto un acquisto avventato.
Che dire… nonostante un gameplay piuttosto lineare e un regolamento snello, si ha davvero la sensazione di trovarsi di fronte a un gioiello di rara bellezza, capace di brillare sia per il livello di sfida che per la narrazione.
Ogni partita diventa una storia, con o senza lieto fine, ma ricca di colpi di scena e pathos. Ci sono battaglie, eroi, piani strategici e cambi di scenario, tutto perfettamente inserito nella Terra di Mezzo. E poi… i Nazgul che sorvolano le regioni sono uno spettacolo imperdibile!
L’unica nota negativa sono i meeple delle armate, davvero microscopici e talvolta difficili da maneggiare. Ma quella è una piccola pecca… un must-have per gli amanti di Pandemic e, soprattutto, per i fan del Signore degli Anelli!
[Tore] Quickshot • 3-7 giocatori • 10+ • 10′ • 2 partite giocate in solitario, 10′ a partita • 1 partita giocata in 3, 20′ (con spiegazione, 2 giocatori alla prima partita)
Colonna sonora: Bang Bang – Jessie J feat. Ariana Grande & Nicki Minaj (2014) – 4’23”. Tempo di lettura: meno della durata della suddetta canzone.
Cari lettori, se avete un amico con cui volete litigare, Quickshot è il gioco ideale.
Dopo mesi di inattività sullo scaffale, ho deciso di rispolverarlo. Uscito nel 2022, ha avuto un momento di gloria prima di svanire rapidamente dalla memoria collettiva. Ho provato due partite in solitario contro quattro bot, perdendo entrambe. Considerando che i bot si limitano a girare carte, questo fa capire l’elevata casualità del gioco.
Questo è l’aspetto che divide maggiormente i pareri. Io mi diverto nel caos che Quickshot riesce a creare; però molti giocatori a cui l’ho proposto sono rimasti delusi dalla mancanza di controllo e dalla strategia più limitata di quanto ci si aspettasse. Anche mia moglie e mia figlia, entrambe giocatrici occasionali, hanno abbandonato il tavolo dopo una sola partita. Curiosamente, non si sono lamentate della casualità, bensì di un flusso che hanno percepito come più macchinoso del previsto, nonostante avessi promesso un titolo veloce e immediato.
Le regole sono semplici: ogni giocatore riceve cinque carte; il leader ne gioca una scoperta, mentre tutti gli altri una coperta. Dopo la rivelazione, le carte di pari valore vengono coperte nuovamente e si risolvono gli effetti delle restanti: si possono invertire valori, far scartare carte o eliminare avversari. Chi termina il turno con la carta più forte diventa il nuovo leader e inizia il round successivo con una carta scoperta. Chi resiste fino alla fine del quarto round e rimane leader vince.
La sensazione è quella di partecipare a una vera e propria battle royale: i colpi piovono da ogni parte, il caos esplode in pochi secondi e sopravvivere fino al quarto round è già un’impresa.
Quickshot è veloce, rumoroso e sfacciato. Potreste essere eliminati al primo turno… ma dieci minuti dopo sarete pronti per una rivincita. Capisco chi non tollera un livello di casualità così elevato; io, invece, specialmente d’estate, dopo una cena tra amici o sotto l’ombrellone, lo adoro!
Ai miei lettori più audaci, un saluto letale!
[Tore] Gloomhaven Buttons & Bugs • 1 giocatore • 10 + • 20′ • giocato il secondo scenario • 25′ (con occasionali annotazioni)
Colonna sonora: Conquest of Paradise – Vangelis, 4’38” (1992). Tempo di lettura: inferiore alla durata del brano, da riprodurre in loop per tutta la durata dello scenario.
Cari lettori, siete pronti a esplorare un Gloomhaven senza il peso della scatola? Un dungeon crawler che non solo è più compatto degli altri capitoli, ma presenta anche missioni che riducono le avventure a un livello più semplice: anche attraversare la strada diventa un’impresa eroica!
Reduce da Jaws of the Lion, ho deciso di provare Buttons & Bugs, spinto dai commenti entusiasti degli amici del canale Telegram di Gsnt.
Ma come si gioca a Buttons & Bugs? Ogni missione è rappresentata da una carta, che diventa il campo di battaglia dove guideremo un mercenario contro nemici controllati da un’intelligenza artificiale semplificata. Avremo a disposizione quattro carte abilità a doppia faccia, da usare due volte, prima di scartarle. Gli attacchi si risolvono lanciando un dado e consultando una tabella di modificatori. Sia quest’ultima che le carte abilità possono essere migliorate avanzando nella campagna.
Mi fermo qui, perché Buttons & Bugs riesce a condensare l’essenza di Gloomhaven in un formato tascabile. Klipfel e Valens meritano un applauso per questo.
Ho superato il secondo scenario, “Attraversare la Strada”, utilizzando il Colosso, il mercenario consigliato per i principianti. La partita ha messo alla prova sia il mio posizionamento sia l’uso degli oggetti ottenuti nella missione precedente.
Il verdetto è decisamente positivo. Il sistema è sfidante e richiede scelte significative fin da subito; setup e teardown richiedono pochissimo tempo; i componenti, sebbene ridotti, sono curati e piacevoli da usare. Buttons & Bugs mi ha restituito emozioni simili a quelle provate con Jaws of the Lion.
Se Gloomhaven vi incuriosisce, ma le sue mastodontiche scatole vi intimoriscono, Buttons & Bugs è probabilmente l’ingresso migliore che possiate desiderare. Consigliatissimo!
[F/!O P.] Dune: Imperium – Insurrezione • 1-6 giocatori • 13+ • 60-120′ • giocato in 3, di cui io alla prima partita • 180 minuti con spiegazione
MattiaPas mi chiede quale sia il menù della serata, e lo giro subito a Orso. Il padrone di casa propone tre titoli, ma confida di voler rigiocare con i vermi, perché ha un’espansione ancora da provare. Complice la sua situazione, gli dico di sfoderare il suo pugnale cryss, perché stanotte berrà il sangue di un nemico.
È un gioco di deck-building e piazzamento lavoratori, in cui si accumulano punti vittoria tramite conflitti, influenza sulle fazioni e alleanze. Ogni giocatore parte con un mazzo base, risorse iniziali e due agenti; ad ogni turno, si pescano 5 carte e si piazzano gli agenti usando le icone delle carte giocate. Le azioni consentono di ottenere risorse, acquistare nuove carte, aumentare influenza, reclutare truppe e prepararsi alla guerra. I conflitti si risolvono quando tutti passano: i premi vengono distribuiti in base alla forza. La partita termina quando qualcuno raggiunge 10 punti o il mazzo conflitti si esaurisce: vince chi ha più punti, con vari livelli di spareggio.
Inoltre, Orso ha un tappetino in neoprene che integra le tre espansioni disponibili. Non stiamo solo giocando quella che gli mancava, ma ci stiamo divertendo un sacco! Ho provato Dune: Imperium tempo fa e non mi aveva convinto, ma questa volta ho notato un miglioramento nella meccanica di costruzione mazzo e i combattimenti, già eccitanti, sono ancora più coinvolgenti. Tuttavia, avendolo giocato con tutte le espansioni, ho un po’ di difficoltà a capire quanto merito vada al gioco base e quanto alle espansioni.
Tra le tre, ho utilizzato principalmente Lignaggi, avendo un Leader preso da lì che poteva piazzare agenti in uno spazio aggiuntivo. Non mi è mai mancata la spezia, mentre dovevo prestare attenzione all’acqua. I Sardaukar, con la loro potenza in battaglia e abilità riattivabile, sono stati molto divertenti.
La mia strategia è stata semplice: ottenere sconti per le carte, acquisire un terzo agente e avanzare nel tracciato tecnologico del Bene Tleilax. Questo aspetto è stato stimolante per creare un mazzo personalizzato. Nella fase finale, ho cercato di raggiungere 9 monete per acquistare carte da punti, obiettivo che ho raggiunto solo alla fine.
MattiaPas e Orso si sono contesi il primato per tutta la partita, con Orso che ha prevalso solo nel finale, proprio mentre stavo per prendermi il secondo posto. Credo che la sua bravura sia stata quella di muoversi strategicamente nei tracciati delle casate, accumulando punti sia comuni che esclusivi. Due ore e un quarto avvincenti e titolo promosso!
[F/!O P.] Jurassic Brunch • 2 giocatori • 7+ • 15′ • giocato in 2 alla prima partita • 2 partite in 15 minuti con spiegazione
Qualche tempo fa vi ho parlato dell’arrivo di Jurassic Snack, un gioco astratto per 2 giocatori della serie The Flying Games. Nel frattempo, ci siamo impratichiti e abbiamo fatto un passo successivo. I lunghi colli lasciano spazio ai tricornuti, mentre tra i carnivori un agile Raptor sostituisce i due T-Rex.
Preparate il tavolo unendo le 4 plance come un tetramino del Tetris, piazzando i Triceratopi sulle uova del proprio colore e distribuendo casualmente i gettoni erba coperti. A turno, si possono effettuare 2 azioni (anche uguali) tra muovere un proprio Triceratopo o il Raptor. I dinosauri si muovono in linea retta fino a un ostacolo: se i Triceratopi raggiungono un’erba, la mangiano e si applica subito l’effetto speciale rivelato (ad esempio, far nascere nuovi Triceratopi, spostarli o introdurre il Raptor); un Triceratopo che viene raggiunto dal Raptor viene espulso. Due nuove mosse: i Triceratopi possono caricare un dinosauro, mandandolo in qualunque casella libera; il Raptor può muoversi in diagonale. La partita termina quando non ci sono più erbe (vince chi ha raccolto più punti) o quando un avversario perde tutti i propri Triceratopi (vince l’altro).
La prima avversaria è stata Alice. Ci siamo sentiti a nostro agio, visto che molte regole sono simili. Le prime differenze emerse sono gli effetti dei gettoni erba: ad esempio, possono addormentare i dinosauri che li mangiano o consentire scambi di gettoni con l’avversario. Tuttavia, è quando il Raptor entra in azione che le cariche mostrano il loro vero potere: Alice ha annientato i miei pezzi, mandandoli a tiro del carnivoro e colpendoli con la seconda azione. Non ho fatto in tempo a coprirmi e ho perso, nonostante avessi più punti.
Ambra ha scambiato alcune tessere, ma ha lasciato il tabellone in una situazione complicata. Il Raptor è entrato in scena molto tardi, quindi il gioco è stato caratterizzato da una interazione più indiretta. Con un Triceratopo fuori gioco e tre addormentati, ne rimaneva solo uno che mangiava, pensando di aver perso. Fortunatamente, l’erba soporifera ha un lato positivo di ben 3 punti e alla fine ho accumulato più punti della mia bimbella. Promuoviamo questo titolo e ora non ci resta che combinarli insieme per una partita familiare a squadre 2 contro 2!
[Matte] Sunday Manager • 2-4 giocatori • 12+ • 45-60′ • giocato in 3 • circa 60′ compresa spiegazione delle regole
In periodo di ferie, io e alcuni cari amici giocatori abbiamo organizzato una giornata per divertirci con novità o titoli che non riusciamo a giocare spesso. Davide ha portato Sunday Manager, l’ultimo arrivato da una campagna di crowdfunding, e ha spiegato le regole rapidamente, così in pochi minuti eravamo pronti a sfidarci per creare la squadra migliore.
Il gioco mescola diverse meccaniche: aste per arruolare giocatori, carte evento per migliorare i propri giocatori o infliggere infortuni agli avversari, e vari sfottò che penalizzeranno le nostre società. Il “tetris” che genera la maggior parte dei punti è dato dai giocatori, non solo per i loro valori, ma anche per le combinazioni che dobbiamo creare entro la fine del gioco: ciascuno ha una carta obiettivo segreto che richiede di avere un certo numero di giocatori di un ruolo specifico, magari con caratteristiche particolari. Inoltre, avere più giocatori della stessa nazionalità dà un ulteriore bonus finale.
La partita è andata veloce, con me preso di mira per un refuso nei cartelloni. Infortuni giocati come se piovessero e giocatori giovani non ancora al massimo del loro valore mi hanno portato al terzo posto, a pochissima distanza dal secondo. Alessio ha vinto, avendo giocato bene, aiutato anche da un pizzico di fortuna che in questo tipo di gioco è sempre benvenuto.
Unico piccolo “difetto” personale: l’aspetto grafico, basato su rielaborazioni dell’intelligenza artificiale, non mi ha colpito positivamente. Considerando il tipo di gioco, avrei preferito illustrazioni più fumettose, magari in uno stile più minimal.
Contenuti audio e video
Sul canale YouTube di Giochi sul Nostro Tavolo, questa settimana è disponibile un nuovo disinscatolamento per il nostro F/\B!O.
Nel video, descriviamo i componenti e apriamo la scatola di The Druids of Edora, di Stefan Feld, un gioco da tavolo edito da Alea (Ravensburger).
Inoltre, nella sezione podcast del nostro canale, questa settimana riprendiamo a discutere di meccaniche, parlando di giochi di Deck-Building.
Enigmi e saluti
Finalmente qualcuno (Il Vinniesse per primo e Matteo subito dopo) ha indovinato che dietro l’indovinello “pesto, sigarette e arancio” c’era DIG Your Way OUT!
Questa settimana vi sfido a riconoscere una scatola da un dettaglio ingrandito.
Giocate, osservate attentamente e risolvete! Alla prossima!