Anteprima del COMBO Festival a Milano: annotazioni dal mio taccuino tra novità editoriali, la mostra “Un gioco da ragazze” e incontri dedicati al game design. Appuntamenti imperdibili da vivere al tavolo.
Qualche mese fa vi ho parlato del COMBO Festival, accennando a una scommessa. Con l’arrivo di ottobre, è finalmente il momento di scoprire come si sta concretizzando questo evento.
In vista del weekend, ho cominciato a sfogliare il programma, curioso di vedere come questa prima edizione si collegherà all’entusiasmo per Essen Spiel ’26 e offrirà qualcosa di originale. Mettere al centro l’“esperienza al tavolo” invece della semplice corsa all’ultima novità è un’idea che ci affascina molto.
Piani e intenzioni
Ho iniziato a stilare una lista delle cose da non perdere, anche se so già che finirò per perdermene molte.
È alta l’attesa per le proposte di Cranio Creations. Oil Rock mi attira per quella rotella delle azioni che promette un’esperienza di gestione e ottimizzazione davvero coinvolgente. Si tratta di un gioco che richiede pianificazione a lungo termine, una sfida che potrebbe rivelarsi una piccola gemma in un contesto di festival dove spesso si cerca l’impatto immediato.
In contrasto, Devir porterà a Milano due titoli che ho già adocchiato. Shugendo mi affascina per l’ambientazione nel folklore giapponese e per quel mix di deck-building e gestione del rischio, capace di regalare partite tese. Il meccanismo del push-your-luck legato agli Yokai, che possono limitare le tue azioni se ti spingi troppo oltre, è un elemento di tensione raro in giochi di questo tipo.
In aggiunta, c’è Gaudí di Dani Garcia, un autore che conosco poco e che sarà un’ottima occasione per approfondire. La gestione di tre tracciati di punteggio, dove solo il più basso conta, è una sfida che desidero testare. Sembra obbligarti a un bilanciamento costante, impedendoti di specializzarti troppo in un’unica direzione.
Ma la mia lista non si limita ai grandi nomi; ci sono altre realtà che seguo con affetto e meritano attenzione. Non posso ignorare il lavoro degli amici di CREARDO, che porteranno a Milano Tatanka e Foundation, due titoli che desidero esplorare. E poi c’è PANOPTICON di Pick And Roll, un titolo su cui scommetto personalmente; lo seguo da tempo e sono certo che sarà una delle sorprese più piacevoli del prossimo periodo. Sono queste le produzioni, lontane dai riflettori dei grandi editori, che spesso regalano le soddisfazioni più inaspettate.
Mica solo giochi…
Oltre ai giochi, ciò che mi intriga di più è la mostra “Un gioco da ragazze”, dedicata a quattordici game designer italiane e internazionali.
È affascinante come sia stata concepita, non limitandosi a esporre i giochi, ma tentando di raccontare chi li ha creati e da dove provengono certe idee. Si parte dalla storia di Elizabeth Magie Phillips e del suo The Landlord’s Game, creato all’inizio del Novecento per evidenziare i problemi del monopolio. Da lì si prosegue verso la storia che ha portato al Monopoly che conosciamo oggi. Tra i racconti ci sono anche nomi come Leslie Scott, autrice di Jenga, Inka Brand, Elizabeth Hargrave, nota per Wingspan, e Nikki Valens, co-autrice di Eldritch Horror. Questi giochi, molto diversi tra loro, fanno tutti parte della storia del gioco da tavolo moderno che la mostra si propone di ricostruire. È bello vedere anche diversi nomi italiani, come Flaminia Brasini, autrice di Lorenzo il Magnifico e Golem, insieme a Stefania Niccolini, Simona Greco e Marta Ciaccasassi, legata a Bonsai insieme a Rosaria Battiato.
Appuntamenti in agenda
- Sabato ore 11:00: Incontro con Luca Raina “Il gioco come linguaggio”, focalizzato sul valore sociale e pedagogico del tavolo.
- Area F1: Visita al Game Design Lab dello IED per scoprire il lavoro degli studenti su multisensorialità e inclusione.
- Sabato ore 18:30 (Area F3): Tentativo di record per la partita più grande di Wings of Glory, guidato da Andrea Angiolino. Sono già iscritto! Un evento che trasformerà questo festival in un ricordo epico collettivo.
L’ultima casella
Guardando questa lista, non posso fare a meno di pensare alle sfide che attendono gli organizzatori. Pianificare un evento di questa portata a sole tre settimane da Essen Spiel è un impegno logistico significativo. Il rischio di una “corsa all’anteprima” è dietro l’angolo, e la vera prova per il COMBO sarà mantenere la promessa di un ambiente vivibile.
La mia intenzione per queste due giornate è chiara: non cercherò di provare tutto. Preferisco sedermi a pochi tavoli e farlo con calma, osservando come le meccaniche di questi giochi in arrivo interagiscono con noi. Sarà interessante vedere se questa prima edizione riuscirà a far dialogare davvero design e gioco, oppure se rimarrà un esperimento isolato.
La curiosità è tanta, e la voglia di sedersi al tavolo è ancora di più. E voi? Ci vediamo a Milano!