Episodio 1. Bologna, maggio 2026. La fiera di giochi più grande d’Italia è tornata, e con essa una miriade di stand e appassionati. Abbiamo deciso di raccontare questa esperienza in una serie di episodi, ognuno dei quali raccoglie le impressioni di diversi redattori. Seguiteci in questo viaggio!
Nessuno vive Play allo stesso modo, e per questo motivo abbiamo scelto di condividere le nostre esperienze in modo episodico. Questo è solo il primo di una serie di racconti.
Questa edizione è stata, senza dubbio, una delle più belle a cui abbia mai partecipato. Non mi riferisco solo ai giochi, ma anche al calore e all’affetto ricevuti dai partecipanti. Sono rimasto colpito da quante persone mi abbiano fermato per esprimere gratitudine per il lavoro svolto con il blog. Questo ci motiva a continuare a migliorare, anche quando richiede sacrifici.
Detto ciò, credo che chi legge sia più interessato alle esperienze ludiche. Iniziamo quindi con quelle meno positive. La delusione più grande per me è stata The Old King’s Crown. Non è un brutto gioco, ma non si sposa con i miei gusti. Pensavo fosse un deck building più leggero, ma è risultato molto più complesso e strutturato di quanto immaginassi. Sebbene la grafica sia eccezionale, richiede una dedizione che in questo momento non posso offrire, e non ho nemmeno il gruppo giusto per giocarci.
Un’altra esperienza che non mi ha completamente soddisfatto è stata quella con Opera Magna. Parlando con altri giocatori, ho scoperto che il gioco non mi è stato spiegato in modo adeguato e che la sessione di gioco era solo una demo parziale di 45 minuti. Non abbiamo avuto il tempo di esplorare a fondo il titolo. Sono disposto a dargli una seconda chance, ma il primo impatto non è stato dei migliori, nonostante la grafica fosse notevole. Forse avevo aspettative troppo alte, pensando a un gioco più complesso, mentre sembra più un titolo di peso medio, il che ha influenzato il mio giudizio.