Giochi da tavolo

Play 2026: un viaggio tra giochi e incontri

Episodio 2. Bologna, maggio 2026. La fiera più grande d’Italia continua a offrire esperienze uniche a chi la visita. Ogni anno porta novità, cambiamenti nei redattori e nei giochi, e storie sempre diverse. Non pensate di aver visto tutto, perché PLAY ha ancora tante sorprese da rivelare.

Da anni, PLAY è un appuntamento irrinunciabile per gli appassionati di giochi da tavolo. Con il passare del tempo, mi rendo conto che le dinamiche cambiano continuamente. La mia esperienza alla fiera è mutata: da una visita rapida di un giorno a tre giorni intensi, dove gli spazi vuoti sono un miraggio. La fiera stessa si è evoluta, cambiando sede e dando vita a nuove realtà editoriali. Quest’anno, ho vissuto l’evento in due modi differenti: come papà giocatore il venerdì, accompagnato dalla mia famiglia, e come membro attivo di Giochi sul Nostro Tavolo nei giorni successivi. Ecco le mie impressioni divise per queste esperienze.

Family Play

Essendo impegnato in altri eventi, mia moglie e mio figlio sono stati con me solo il venerdì. Nonostante il numero di visitatori fosse maggiore rispetto agli anni passati, gli ampi spazi di Bologna Fiere hanno reso la giornata fluida e piacevole, permettendoci di provare diversi titoli. Ecco quelli che ci hanno maggiormente colpito: Adorablins, Calzini Spaiati e Orcs Up. Da segnalare anche Crooked Crown (Creativamente) e The Chicken Job (Tambù), che si sono rivelati divertenti, nonostante non portassero innovazioni significative.

Adorablins

Da appassionato di giochi di ruolo, ho voluto testare questa novità di Grumpy Bear, un gioco compatto e originale. Ogni giocatore interpreta un adorabile goblin che affronta avventure tra portali magici. Questo gioco è perfetto per chi cerca un GDR senza preparazione da parte del master, consentendo ai giocatori di immergersi nell’azione dopo pochi minuti. La portabilità è straordinaria, poiché tutto il necessario è racchiuso in una piccola scatola di metallo. Durante una demo di meno di due ore, abbiamo vissuto un’avventura entusiasmante e ricca di divertimento. Non mancherà una recensione dettagliata in futuro!

Calzini Spaiati

Portato da Ghenos Games in collaborazione con Helvetiq, questo gioco ci ha conquistato fin dalla prima partita. La meccanica di set collection, in cui ogni giocatore deve abbinare calzini dello stesso tipo, si presenta in un formato collaudato. Durante il proprio turno, un giocatore sceglie una carta e ne passa un’altra al vicino, creando opportunità per favori o strategie di disturbo. Con simboli regalo e salvagente, il gioco guadagna movimento e interazione. Un ottimo filler che stimola i più piccoli a riflettere sulle scelte da fare.

Orcs Up

Questo titolo di Cranio Creations è stato provato solo da mio figlio, mentre io ho assistito alla partita. Ho subito deciso di acquistarlo, grazie anche all’aiuto di Cogo che ha svolto il lavoro di fila. Si tratta di un dexterity game con componenti in legno ben realizzati. I gruppi di orchi tentano di assaltare un castello con azioni che sfidano la fisica. L’atmosfera al tavolo è caotica e divertente.

Hard Play

Sabato e domenica, ho dedicato il mio tempo a visitare editori di giochi di ruolo, scoprendo novità e chiacchierando con loro. Ho percepito un buon entusiasmo generale, con la sezione dedicata ai GDR che è cresciuta esponenzialmente negli ultimi anni. Ho visto nuovi titoli, tra cui Storyfold di Grumpy Bear, un solitario narrativo accattivante, e le tante novità di Need Games nel genere fantascientifico. NessunDove ha presentato un gioco toccante, Per il Tempo che ci Resta, che tocca temi profondi e commoventi. Infine, Royal Blood di Mana Project Studio ha catturato la mia attenzione per la sua meccanica che utilizza i tarocchi.

Conclusione

Questa edizione di Play Festival del Gioco ha mostrato segnali di consolidamento dopo il trasferimento a Bologna. Ho notato una maggiore stabilità organizzativa, con spazi pronti in tempi ragionevoli, il che ha contribuito a una esperienza di visita più ordinata. La presenza di editori stranieri è ancora limitata, ma c’è potenziale per crescere e diventare un punto di riferimento più strutturato a livello europeo. Play 2026 si è rivelata una fiera solida, ricca di incontri e opportunità, anche se resta in cerca di una definizione chiara sul piano editoriale. La varietà di giochi e la vivibilità degli spazi sono stati punti di forza indiscutibili, mentre la continua evoluzione delle dinamiche di gioco promette nuove avventure per il futuro.