Lasciatevi avvolgere dall’oscurità e immergetevi nell’universo di Vileborn, un gioco di ruolo che trae ispirazione dai romanzi fantasy di formazione.
Ci sono giochi di ruolo che si concentrano sull’eroismo, altri che si dedicano all’avventura o all’epica, ma Vileborn sceglie di catapultare i giocatori in un racconto di formazione dai toni cupi e gotici. Qui, ci troviamo a seguire giovani protagonisti che si affacciano al mondo adulto in un contesto oscuro e inquietante.
Se il manuale base non fosse sufficiente, Apocrypha si presenta come un’espansione che arricchisce ulteriormente l’esperienza di gioco, introducendo una campagna intera con nuove possibilità narrative e strumenti per approfondire la psiche dei personaggi.
Un gioco che richiede impegno
Questa non è una recensione semplice, poiché Vileborn non è un titolo pensato per attrarre tutti. Ha una forte personalità , richiede coinvolgimento emotivo e chiede che il tavolo si armonizzi con le sue atmosfere. Tuttavia, è proprio per questo che riesce a lasciare un’impressione profonda.
I manuali
I due volumi sono compatti (circa 24×17 cm) e ben realizzati. Le illustrazioni, curate da Cecilia Gordigiani e Annachiara Rossi, sono evocative e le scelte cromatiche si integrano perfettamente con il tono generale del gioco. Le immagini trasmettono il tormento interiore e l’oscurità gotica che permeano Vileborn, passando da tavole ricche di rossi e neri a sfondi sfumati che arricchiscono le pagine.
Nonostante l’elevato valore estetico, la leggibilità è ottima. I capitoli sono ben organizzati e i box di approfondimento semplificano la comprensione delle regole e del tono da mantenere durante le sessioni. Entrambi i manuali condividono un’identità grafica coerente, testimonianza dell’ottimo lavoro svolto nella creazione delle linee guida visive del titolo.
Un mondo in decadenza
L’ambientazione di Vileborn è uno dei suoi principali punti di forza. I giocatori si trovano di fronte a un mondo in decadenza, dominato dalla paura e dall’Oscurità . Immaginate un setting gotico/medievale, con tutti i suoi tratti distintivi. I personaggi si muovono nell’Impero di Egas, dove coesistono la Chiesa Luminarista e l’Imperatrice, rappresentanti spirituali e temporali.
Cinque anni prima delle avventure narrate, una coltre nera ha avvolto Egas, oscurando il sole e risvegliando mostri che si nascondevano tra le ombre: gli Oscuri. Queste creature ora vagano liberamente, minacciando la vita degli abitanti. L’Oscurità ha anche risvegliato in alcuni individui poteri straordinari e pulsioni pericolose.
Questi individui sono i Vileborn, marchiati dal male, contaminati dall’oscurità . Sono esseri a metà tra umani e Oscuri, rispettati per le loro straordinarie capacità ma anche temuti. L’Imperatrice ha visto in loro un’arma contro gli Oscuri, emanando la Lex Umbrae, che impone la coscrizione obbligatoria dei Vileborn nell’Ordine del Crepuscolo, un gruppo di cacciatori di mostri. La Chiesa, al contrario, rifiuta la presenza di tali abomini, temendo che la fede possa essere compromessa dall’Oscurità .
I giocatori interpreteranno Vileborn adolescenti, neofiti dell’Ordine o in procinto di unirsi. Durante le sessioni, vivranno sfide e scelte morali che plasmeranno il percorso di formazione del loro personaggio.
Creazione dei personaggi
La creazione dei personaggi è veloce ma incisiva. In pochi passaggi, il gioco definisce non solo le abilità del personaggio, ma anche i suoi tormenti interiori. Il manuale descrive chiaramente le tre fasi della creazione: scelta dell’origine, scelta del retaggio oscuro e ritocchi finali.
La Origine rappresenta gli anni prima del reclutamento nell’Ordine, definendo chi era il personaggio e quali esperienze lo hanno plasmato. Meccanicamente, questo si traduce in:
- Aumento di 1 taglia in 2 approcci (impeto, volontà , ascendente, ragione, precisione e sotterfugio), che rappresentano il modo in cui il personaggio affronta le azioni.
- 1 tratto di personalità , come ad esempio opportunista, che conferisce un dado aggiuntivo durante le prove.
- 1 tratto di addestramento, come mediare, che offre un ulteriore dado nelle prove.
- 1 capacità acquisita, come la Disciplina Inflessibile, che permette di ignorare gli effetti della paura.
Le Origini disponibili sono sette: Borghese, Fervente, Furfante, Nobile, Nomade, Orfano e Umile, ognuna con meccaniche e spunti narrativi specifici.
Il Retaggio Oscuro simboleggia il legame con l’Oscurità e i poteri conferiti al personaggio. A livello meccanico, comporta:
- Aumento di 1 taglia in 2 approcci.
- 1 tratto di personalità .
- 1 tratto di addestramento.
- Annotazione della Pulsione, come Cacciare esseri umani.
- Scelta di un Dono dal Retaggio, come Furto Scarlatto.
I Retaggi Oscuri includono Camminaspiriti, Cantasangue, Celartigli, Cercaselva, Crearovina, Danzaombre e Tessistorie, ognuno evocativo e unico.
Infine, i ritocchi finali includono nome e dettagli unici, come un Segno Particolare e un Evento del Passato, che arricchiscono ulteriormente il personaggio.
Meccaniche di gioco
Meccanicamente, Vileborn si colloca tra i giochi narrativi moderni, con un sistema più focalizzato sulle conseguenze e la narrazione che sulla simulazione dettagliata. La sezione dedicata alle meccaniche illustra chiaramente la struttura della storia che i giocatori costruiranno, partendo dalla narrazione fino ai turni e alle azioni di gioco.
Le Prove
Un aspetto centrale delle regole è la definizione delle Prove, azioni con esito incerto che i personaggi affronteranno. Il Vileborn dichiara l’obiettivo dell’azione e seleziona l’approccio, che determina la dimensione dei dadi da utilizzare. Ogni tratto di personalità o addestramento attivato offre un dado aggiuntivo nel pool. Il master stabilisce la difficoltà (4 facile, 5 normale, 6 difficile, 7 ardua) e si confronta con il risultato più alto. Un risultato superiore alla difficoltà indica un successo, pari indica un successo con complicazione, mentre inferiore significa solo complicazione.
Le complicazioni possono infliggere ferite, condizioni o tentare la pulsione. Se un personaggio esaurisce le ferite (4), va Fuori Gioco, uscendo temporaneamente dalla narrazione. La morte ha un significato particolare e non è definita da meccaniche, ma dalla volontà dei giocatori, che dovrebbero dare risalto narrativo a questa scelta.
Esempio di una Prova
Il dado Oscurità è un elemento interessante; si tratta dell’unico d12 del gioco e deve essere tirato quando i personaggi entrano in contatto con il loro Retaggio Oscuro o con esseri Oscuri. Il master determina la potenza dell’Oscurità (debole 9+, media 6+, forte 3+) e tira un d12, aggiungendo il risultato alle dinamiche delle prove. Se il tiro è pari o superiore alla potenza, i personaggi subiscono una complicazione aggiuntiva.
Quando i Vileborn esplorano il loro Retaggio per tentare imprese sovrannaturali o usare un Dono, seguono regole specifiche. Usare il Retaggio Oscuro richiede di segnare una casella, aumentando la potenza ma diminuendo il controllo. Il tiro del d12 determina se il personaggio ha successo o incappa in complicazioni.
Apocrypha: una campagna avvincente
Apocrypha è una campagna completa per Vileborn, articolata in 3 atti. I Vileborn si troveranno al centro di un’avventura che scorre tra passato e presente di Egas, affrontando momenti di addestramento, scoperta, viaggio e, infine, l’epilogo che plasmerà il loro destino.
Questa campagna è un ottimo complemento per chi apprezza Vileborn, con una trama avvincente e dettagli che arricchiscono la lore. Offrirà materiale per sviluppare sidequest e campagne di ampio respiro, con suggerimenti per aiutare il master nella gestione della narrazione.
Riflessioni personali
Ho avuto l’opportunità di provare Vileborn durante un evento e ho discusso con Claudio Pustorino sulla creazione di questo titolo. L’approccio iniziale è stato positivo e ho potuto apprezzare il lavoro di sviluppo che ha richiesto. Ricordo la conversazione riguardo l’ergonomia della scheda e l’entusiasmo per le illustrazioni, e credo che il risultato finale sia molto soddisfacente.
Vileborn è un gioco che necessita di tempo per essere apprezzato appieno. Il suo cuore è la crescita del personaggio, l’esplorazione del proprio io e il confronto con una società piena di insidie. Una one-shot o poche sessioni non renderebbero giustizia al gioco. Sebbene ci siano momenti d’azione e scontri, non sono il fulcro del titolo. L’ambientazione, ben sviluppata, guadagna ulteriore spessore grazie ad Apocrypha, che esplora temi che nel manuale base non potevano essere trattati per non risultare ridondanti.
Ritengo Vileborn più impegnativo per i neofiti, non per la complessità delle regole, ma per la necessità di interpretare personaggi emotivamente complessi. Consiglio questo titolo a gruppi di gioco stabili pronti ad affrontare campagne medio-lunghe. Giocatori esperti padroneggeranno senza difficoltà le meccaniche e potranno godere appieno dell’esperienza.